Sicurezza
Sgominata banda di trafficanti
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La conferenza stampa tenuta dai carabinieri della Spezia I carabinieri hanno arrestato 47 persone tra cui 5 sarzanesi
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SARZANA. Sgominata la banda di trafficanti di droga che da tempo imperversava in molte zone dell'Italia, prevalentemente diffondendo il commercio di stupefecenti nelle province di Spezia, Genova, Milano, Pisa e Massa Carrara: una banda ben organizzata e assortita, formata in prevalenza da tunisini, albanesi e italiani. Ma i carabinieri erano da tempo sulle piste della maxi associazione e, ieri mattina, sono passati alle vie di fatto dopo l'emissione di ben 47 ordinanze carcerarie emesse dalla Procura della Spezia. In manette sono finite 38 persone, mentre le restanti 9 sono attualmente ricercate. In carcere, tra gli altri, quattro sarzanesi, di cui tre donne: si tratta di Simona Grassi di 28 anni, Cosetta Paita, 38, Lucia Cecchinelli, 40 e Marcello Pellegrino, 45 anni. In manette anche il tunisino Mohamed Alì Ferjeni, 30 anni, residente a Sarzana e Cristian Lottino, 22 anni di Potenza ma residente a Castelnuovo Magra. Ai domiciliari sono invece finiti Antonio Ventrella, di San Severo (Foggia), residente a Fosdinovo e Mirco Boriassi, 41enne di Sarzana ma residente a Castelnuovo Magra. Inoltre sono dietro le sbarre anche gli spezzini Andrea Antognetti, 34 anni e Roberto Giliberti, 38 anni, mentre agli arresti domiciliari sono finiti Franco e Salvatore Messina, nati a Catania rispettivamente 45 e 48 anni fa ma residenti alla Spezia, Damiano Piastra, spezzino di 34 anni, Roberto Garbini, 45 anni, Pierangela Tonelli, 46 anni, e Silvano Franchini, 50enne di Sesto San Giovanni (Milano) ma residente alla Spezia. L'accusa principale del maxi arresto effettuato nell'ambito dell'operazione denominata "Mille e una notte" è traffico e spaccio di droga. Una coppia di coniuti albanesi, Nexat Gjoci, 53 anni, con la moglie Qamle, 57 anni, aiutati da altri tre loro connazionali in età compresa tra i 25 e i 41 anni, faceva giungere la droga dai Balcani nell'hinterland milanese. Da Milano lo stupefacente veniva poi ceduto ad altri quattro tunisini che a loro volta si servivano di spacciatori al dettaglio. Solo in provincia della Spezia - è stato evidenziato nel corso della conferenza stampa tenuta nel capoluogo alla presenza del comandante provinciale dei carabinieri, tenente colonnello, Paolo Zito, e dal capo della Procura della Spezia, Maurizio Caporuscio - sono state individuate 50 zone di spaccio e documentate più di mille cessioni di eroina e cocaina per un valore commerciale di circa 150mila euro, ma gli investigatori ritengono che i guadagni dell'organizzazione siano molto più vasti. Gli spacciatori tunisini si servivano poi di agenzie di money transfer per inviare i proventi dello spaccio al loro Paese d'origine. L'inchiesta è partita nell'aprile del 2009 da servizi di monitoraggio davanti a un ristorante spezzino, poco a poco è stata scoperta la rete che operava a più livelli di organizzazione. Il bilancio dell'operazione è di 56 indagati di cui eseguiti 35 ordini di custodia cautelare in carcere, altre 12 persone agli arresti domiciliari e 25 arresti in flagranza. F.P.
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