Gioco
Radiato un altro promotore Sottrae 30mila euro ai clienti ma poi li restituisce tutti
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La Consob nel 2010 ha radiato tre promotori finanziari a Massa Carrara Lazzini: «Poche mele marce non devono spaventare gli investitori Ma non bisogna consegnare denaro in contanti a nessuno»
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MASSA. Tre promotori finanziari apuani radiati dalla Consob nel 2010, uno di Massa, uno di Carrara e uno della Lunigiana. Una percentuale minima di "mele marce" come li chiamano i colleghi iscritti all'Albo. E lo dimostrano i numeri: in provincia di Massa-Carrara i promotori finanziari ufficiali sono 229. A difendere la categoria ci pensa Franco Lazzini, componente esecutivo nazionale (e responsabile provinciale) dell'Anasf (l'Associazione nazionale promotori finanziari): «I clienti con noi sono sicuri, ma per evitare brutte sorprese devono stare attenti a quali sono le richieste che gli vengono fatte». La grande paura parte dalla truffa Egp, che ha coinvolto centinaia di vip. Così il quotidiano economico il Sole 24 ore ieri ha pubblicato i dati dei provvedimenti sanzionatori emessi dalla Consob nel 2010. E si vede che la provincia apuana è al terzo posto, dietro a Roma (otto radiazioni) e Napoli (cinque radiazioni). Massa ne ha tre, insieme a Bari, Belluno, Ferrara e Varese. A due invece c'è un plotoncino che comprende Bologna, Cagliari, Firenze, Genova e Milano. «Stiamo sempre parlando di numeri bassi - continua Lazzini -. Ma è il cliente che deve aprire gli occhi. Chi investe deve verificare l'iscrizione all'Albo del promotore finanziario. Non deve consegnare mai denaro contante o assegni intestati a soggetti diversi dall'intermediario, deve conservare sempre copia dei contratti siglati». Ma vediamo quali sono i tre casi che hanno portato alla radiazione dei promotori a Massa-Carrara. Uno di questi professionisti operava in Lunigiana: Marco Biagi e lavorava per la banca Fideuram Spa. Secondo l'istituto, che poi ha risolto il contratto, il promotore si era appropriato di somme e di valori di pertinenza dei clienti (29.700 euro), ne aveva contraffatto la firma su modulistica contrattuale, accettando mezzi di pagamento con caratteristiche difformi da quelle prescritte ed avrebbe realizzato confusione fra i patrimoni dei clienti. Lui ha detto di aver agito per effetto «del mancato incasso dei bonus annuali e triennali maturati in quanto riassorbiti dall'azienda in funzione degli anticipi provvisionali erogati, nonché dalla necessità di coprire i saldi debitori dei (suoi) conti correnti». Comunque ha poi risarcito i clienti e ha fatto ricorso contro la radiazione. Gli altri due casi sono invece più noti: Giuseppe Stefanini, massese di 47 anni, che operava per conto del Banco popolare di Lodi, e Italo Marcucci, promotore finanziario anche lui della Fideuram.
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