Sicurezza
Venivano impiegate videocamere e radioauricolari indossati dagli esaminandi
Patenti facilitate, 6 nei guai
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Il materiale usato dai due istruttori denunciati Due istruttori «agevolavano» i loro allievi al test di teoria
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SARZANA. Il sistema che avevano escogitato per far promuovere i loro allievi all'esame per la patente di guida era, sulla carta, ingegnoso. Gli esaminandi, muniti di microvideocamere e auricolari, si ponevano davanti alla commissione e, apparentemente ben preparati, rispondevano senza battere ciglio alle domande loro rivolte, di fatto pilotati dai due istruttori della loro autoscuola che, piazzati in macchina all'esterno dell'aula, suggerivano le risposte ai quiz. La cosa, andata avanti per un bel pezzo, ha avuto fine sabato scorso, quando gli uomini della squadra di polizia giudiziaria della Polstrada della Spezia, diretti dal vice questore aggiunto, Elena Natale, hanno concluso le indagini iniziate nel dicembre 2008 a seguito di un esposto anonimo. Per due istruttori di una autoscuola di Lerici (ne sono state fornite solo le iniziali), il 53enne L.S. originario della Campania ma da tempo residente nello Spezzino e il 33enne A.C. di Sarzana, sono scattate le denunce per truffa ai danni dello Stato nella figura del Dipartimento trasporti terrestri del ministero dei trasporti. Dopo accurate indagini, il Procuratore della Repubblica, Maurizio Caporuscio ha emesso un decreto di perquisizione locale e personale presso l'autoscuola e l'abitazione di uno degli indagati, nel corso della quale veniva rinvenuto e posto sotto sequestro moltissimo materiale elettronico ritenuto interessante per la vicenda giudiziaria, poiché costituito da microcamere, microauricolari, strumenti di trasmissione, occhiali con microcamera e auricolare, e un particolare medaglione con all'interno una microcamera. Il modus operandi risultava relativamente semplice: il candidato alla prova teorica d'esame per il conseguimento o revisione della patente di guida, al mattino del giorno stabilito per sostenere l'esame si presentava all'autoscuola e i due istruttori lo munivano di microtelecamera autoalimentata e microauricolare collegato a un cellulare attraverso cui poter ascoltare i suggerimenti provenienti dall'esterno. Una volta terminata la sessione d'esame il candidato usciva dall'aula e riconsegnava l'attrezzatura utilizzata e una somma di denaro a pagamento della fraudolenta prestazione. Nella vicenda risultano coinvolte altre quattro persone, tra cui una donna, tutte deferite in stato di libertà e ritenute responsabili, in concorso con i due istruttori, del reato di truffa ai danni dello Stato. Per l'autoscuola, invece, è stata avanzata all'amministrazione provinciale della Spezia formale richiesta per la sospensione delle attività. F.P.
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