La manifestazione
LASSESSORE VOLPI
E il Fisco incassa meno
1 MINUTI DI LETTURA
MASSA. «Certo, si tratta di cifre notevoli...». Alessandro Volpi legge i numeri sul gioco publbicati dal Sole 24 Ore (su elaborazione di dati Mef, Aams e Agicos) e, da assessore alle Finanze - ci immaginiamo - pensa che se solo una parte di quella somma fosse a disposizione del bilancio comunale, beh... Da economista, invece, dice: «L'analisi del quotidiano mette in evidenza cone, con l'ingresso sul mercato di nuove tipologie di gioco, il volume delle somme giocate è aumentato (del 13%), ma non è altrettanto cresciuto l'introito per l'erario, anzi la percentuale incassata dal Fisco è in calo». In altri termini, si gioca di più ma lo Stato, che ha fatto delle lotterie una forma di leva fiscale importante, non ne trae un beneficio aggiuntivo. «In questo senso il fenomeno è negativo», dice Volpi, che aggiunge: «Se queste cifre venissero spese dai cittadini per altri consumi, per l'acquisto di prodotti su cui grava l'Iva, lo Stato incasserebbe probabilmente di più di quanto ottiene dalle lotterie. Non solo: questa rilevante spesa, di oltre mille euro pro capite per il gioco, può costituire un elemento distorsivo, nel senso che se una parte consistente di queste somme venisse impiegato per l'acquisto di prodotti e merci, questo darebbe una diversa dinamica all'economia». Ad ogni modo, conclude l'assessore-professore, «resta il fatto che l'Erario potrebbe guadagnare di più».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
