Il Tirreno

Crisi del mattone e boom dell'abusivismo

L’assessore al bilancio Andreazzoli e uno scorcio di Carrara
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L’assessore al bilancio Andreazzoli e uno scorcio di Carrara

Incassati 200mila euro meno del previsto fra permessi di costruire e oneri di urbanizzazione

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CARRARA. La crisi è anche crisi del mattone: i dati del rendiconto 2010, allegati al bilancio consuntivo comunale, parlano chiaro. Si costruisce meno del previsto e in compenso, c'è più abusivismo, anche per evitare di pagare gli oneri di urbanizzazione. Gli 007 di palazzo comunale comunque funzionano: 90 i procedimenti di sanzione avviati. Permessi per costruire. Nel 2010, sono stati rilasciati 107 permessi per costruire. In cassa sono arrivati 370mila euro, versati dai privati a titolo di corresponsione del costo di costruzione. Ma - si fa notare nella relazione del bilancio consuntivo - il peg (il piano economico di gestione) per il 2010, individuava una previsione di entrata per la stessa voce a quota mezzo milione. Il motivo? Semplice, una ventina di richieste sono state evase, ma mai ritirate. E chiaramente il mancato ritiro ha determinato una minore entrata rispetto a quanto previsto. Insomma: venti (famiglie o ditte, non è specificato) pur avendo in mano tutti i permessi, hanno rinunciato a costruire. Oneri di urbanizzazione primaria e secondaria. Per queste voci, nelle casse comunali sono entrati 536.732 euro a titolo di oneri di urbanizzazione primaria e 784.061 quali oneri di urbanizzazione secondaria. Anche in questo caso - spiega la relazione al bilancio - una variazione al ribasso (seppure piccola) relativamente alle previsioni di bilancio: il Comune contava rispettivamente su 575.000 e su 800.000 euro per gli oneri di ur- banizzazione primaria e secondaria, ma il mancato ritiro dei permessi di costruire già rilasciati si è fatto sentire anche in questa voce di bilancio. In tutto, quindi, circa 200mila euro che mancano all'appello, in un momento non certo roseo per il bilancio.  Diritti di proprietà Peep. Altro capitolo deficitario. La relazione ricorda che una delibera consigliare del luglio 2009 riconosceva ai singoli proprietari delle case edificate nei Peep del Comune la facoltà di acquisire il diritto di proprietà dell'area originariamente concessa in diritto di superficie, o anche di eliminare ogni vincolo imposto dalle originarie convenzioni. I singoli proprietari, ricevuta la comunicazione relativa allo svincolo dell'area, hanno la facoltà di aderire al progetto approvato. Cos'è successo? L'originaria previsione di adesione era stata stimata in 700mila euro, poi ridotti a 450mila a settembre 2010. Al tirar delle somme, si è visto che agli uffici comunali sono arrivate richieste di adesione per 216mila euro (meno di un terzo di quanto previsto inizialmente), di cui risultano effettivamente incassati 126mila euro. Nell'allegato al consuntivo si spiega che la minore adesione rispetto alle previsioni stimate sarebbe da da addebitare, oltreché alla libertà di scelta dei singoli proprietari, anche a problemi tecnici.  Infatti le aree originariamente trasferite alle società Cooperative edilizie che andavano a costruire nei Peep, nella maggior parte dei casi, non coincidono con le aree occupate di fatto.  Lotta all'abusivismo edilizio. I controlli ci sono e funzionano. Nella lotta all'abusivismo edilizio, il Comune ha avviato più di 90 procedimenti sanzionatori, con sanzioni pecuniarie e provvedimenti di demolizione. Previsto un introito di 171mila euro. M.B.

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