Il Tirreno

236 milioni di euro spesi per gioco

Claudio Figaia
<strong>LA FEBBRE DEL GIOCO. </strong>Una sala slot e in alto l’assessore Volpi
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LA FEBBRE DEL GIOCO. Una sala slot e in alto l’assessore Volpi

Cresce la febbre per slot e lotterie, la provincia prima in Toscana

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MASSA. Lotto, Enalotto, Gratta e vinci, un po' di vecchio Totocalcio, tanti nuovi giochi, tipo Win for Life; e, soprattutto, le slot "legali". Non c'è che l'imbarazzo della scelta, in Italia, per chi vuole tentare la fortuna. Infatti, gli italiani la tentano, eccome. Spendendo una somma spropositata: 56,6 miliardi l'anno (dato del 2010). Circa il 13% in più rispetto all'anno precedente.  E a Massa Carrara si gioca ancora di più: la provincia è al 15º posto nella classifica nazionale per spesa pro capite, al primo posto in Toscana, al terzo assoluto per le giocate al Lotto.  Ogni apuano (cioè ogni abitante, da Zeri a Montignoso) ha speso 1.189 euro per slot, lotterie e simili (la media italiana è di 979 euro). E siccome si tratta di una media, che comprende anche neonati e centenari (oltre che le persone che non giocano), è facile capire come si tratti di una somma esagerata. Pari al 5,16% del prodotto interno lordo della provincia, calcola il Sole 24 Ore in un'inchiesta (apparsa nell'edizione di ieri) sull'economia delle scommesse. Poco meno del Pil prodotto dall'intero comparto turistico della provincia e molto di più - tanto per fare un altro esempio - del bilancio annuale del Comune di Massa che è sui 150 milioni.  Il totale fa 235.986 milioni di euro. Detto altrimenti: 20 milioni di euro al mese, 4 milioni e mezzo alla settimana, 646mila euro al giorno. Come se ogni mattina tutti i 200mila abitanti della nostra provincia entrassero in una ricevitoria e acquistassero un biglietto scommessa da tre euro.  Il giro di affari del Superenalotto è attorno ai 14,8 milioni annui, per Gratta e vinci e lotterie varie se ne vanno 40,7 milioni, le newslot sono diventate le più ambite: alle macchinette in provincia si spendono circa 138 milioni di euro; le puntate sulle scommesse valgono 9 milioni l'ippica 9,3 milioni e le giocate al Lotto in totale sono di circa 23 milioni.  Ma i giochi non sono finiti. Ai quasi 236 milioni di euro spesi sotto le Apuane per tentare la fortuna con i giochi cosiddetti "da ricevitoria" o da bar, bisognerebbe aggiungere i giochi on-line, che sono in grande crescita. Gli italiani, sempre secondo Il Sole, hanno speso in Poker hold-em e scommesse di vario genere su web circa 4,8 miliardi di euro nel 2010. Non ci sono dati, per i giochi on line, riguardanti la provincia, ma una stima di 25-27 milioni "investiti" in questo campo non è azzardata.  Un gigantesco giro di affari, dunque, che è una manna per l'Erario, che incassa oltre il 15% del valore delle giocate. Ma anche per le ricevitorie, a cui va l'8% lordo di ogni euro giocato. I punti scommessa della provincia, cioè, si spartiscono ogni anno un incasso (lordo) di circa 20 milioni di euro.

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