Il Tirreno

Quanti omaggi nei "Giorni d'arte"

Il quadro di Alda Merini
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Il quadro di Alda Merini

In mostra anche le opere di Piero Maggioni e Mimmo Rotella

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 MARINA DI CARRARA. Oggi ultimo giorno di apertura per Giorni d'Arte nell'ambito di Tuttocasa. La grande mostra d'arte moderna e contemporanea chiuderà stasera i battenti, dopo nove intense giornate: grande l'afflusso di pubblico critico e competente, che ha promosso a pieni voti la manifestazione che, già da questa seconda edizione, si sta creando una sua precisa collocazione nel panorama degli eventi nazionali del settore.  Ultima giornata quindi per prendere visione della retrospettiva dedicata a Piero Maggioni e di "Ultimo atto d'amore", omaggio a Mimmo Rotella: due grandi del '900 di fama internazionale, due mostre che hanno contribuito in modo significativo al successo di Giorni d'Arte.  La retrospettiva di Piero Maggioni, artista scomparso nel 1995, vede esposte opere di pittura e scultura che spaziano in tutta la vita artistica del maestro. Si possono così leggere nei suoi lavori gli influssi dei soggiorni ad Albisola, negli anni '60, periodo in cui la zona era frequentata dai maggiori artisti non solo italiani: sono anni in cui ha continui contatti con Mauro Reggiani, Lucio Fontana, Aligi Sassu, e soprattutto Wilfredo Lam, l'artista cubano di origine cinese che nel 1964, durante un viaggio a Parigi, gli presenta Pablo Picasso. È questo un incontro illuminante per Maggioni, che mette in discussione tutta la sua opera precedente. È da qui che nasce l'amore per l'arte africana e per le origini, amore che starà poi alla base dei Primitivi, delle Figure, dei Lirici, tutte le serie tipiche dei suoi anni Settanta.  "Ultimo atto d'amore" è una mostra dedicata a Mimmo Rotella, artista di fama mondiale che non ha certo bisogno di presentazioni, ma anche alla "poetessa dei navigli", Alda Merini, entrambi scomparsi pochi anni orsono.  Il progetto, di respiro internazionale, è un omaggio a due grandi personaggi, il pittore e la poetessa: l'incontro di intenti di due grandi dell'arte italiana del '900 ha dato vita a questa mostra, un controcanto fra immagine e parola che ha generato una multivisione inedita di Marilyn, onirica icona del bello, musa di artisti in ogni parte del mondo.  In seguito alla scomparsa di entrambi gli artisti si è voluto ampliare ed arricchire il percorso della mostra, tramutando il loro progetto su Marilyn anche in un omaggio al loro stesso operato artistico complessivo. Giuliano Grittini, fotografo ed editore d'arte, ha racchiuso il lavoro di Alda Merini e Mimmo Rotella in un prodotto editoriale.

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