Finanza
Pianeta marmo. E Balestri: noi corporativi? È come se dicessi che tutti i politici sono corrotti, non bisogna generalizzare
Il Pd e il direttore Tonelli: meglio trattare
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Uno scorcio delle cave Ma è scontro durissimo con il finiano Franzoni, «illegittime le modifiche del 2002»
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CARRARA. Non poteva che finire con un aspro scontro tra amministrazione ed opposizione la puntata di Star Trek sul tema del marmo. Dai toni davvero duri il faccia a faccia tra il direttore generale del Comune Marco Tonelli e il finiano Nicola Franzoni. Alla puntata, condotta in diretta da Attilio Papini, hanno partecipato anche Enrico Braida, consigliere comunale del Pd e membro della commissione marmo, Franco Coppelli, presidente regionale di Fita Cna e Francesco De Pasquale, esponente del comitato Sos Carrara. Braida ha aperto il dibattito ricordando l'impegno del Pd per arrivare ad un accordo con gli industriali del lapideo, così da garantire nuove tariffe per il marmo ed anche Tonelli ha ribadito la forte volontà dell'amministrazione di stabilire il dialogo e la concertazione con gli imprenditori. De Pasquale ha invece denunciato le inadempienze del Comune riguardo al tema delle polveri ed il mancato rispetto per le sentenze emesse in merito dal tribunale. Il dibattito si è acceso quando Nicola Franzoni di Fli, ricordando l'esposto da lui inviato al presidente Giorgio Napolitano ed al ministro Roberto Maroni per richiedere lo scioglimento del consiglio comunale a causa dell'illegalità in cui verserebbe il settore delle cave, ha citato tutte le leggi di riferimento, giudicando illegittimo il tavolo del marmo e invitando la giunta ad applicare semplicemente la legge, con il rilascio di concessioni tassate in base al valore venale del marmo. Franzoni ha poi incalzato, parlando di irregolarità amministrative «da imputate allo stravolgimento operato dalla deliberazione 36 del 2002», che avrebbe «cambiato il regolamento degli agri marmiferi, introducendo illegittimamente grandi vantaggi a favore dei concessionari», quali la durata delle concessioni da 20 a 29 anni ed il rinnovo automatico delle stesse. A quel punto Tonelli, visibilmente innervosito, ha accusato Franzoni di riportare notizie false, sostenendo che il testo del 2002 sarebbe stato corretto da delibere successive. Secca la replica del finiano, secondo il quale quelle modifiche avrebbero cambiato «poco o nulla» rispetto alla delibera del 2002, di cui ha anche letto i nomi dei firmatari, sottolineando tra essi la presenza dell'attuale sindaco Angelo Zubbani e dell'ex primo cittadino Lucio Segnanini. Franzoni, ha poi definito Tonelli «un comunista padronale, di quelli che tolgono ai poveri per dare ai ricchi». Il city manager si è difeso ricordando che grazie all'impegno dell'amministrazione verrà ultimata entro l'anno la Strada dei marmi, che risolverà definitivamente il problema legato al passaggio in città del traffico pesante. Il coordinatore di Fli ha però nuovamente replicato, definendo la Progetto Carrara «un carrozzone utile solo per sistemare politici» e che il Comune avrebbe potuto benissimo affidare la costruzione dell'opera al suo ufficio tecnico. A suscitare clamore è poi stato il video di un'intervista in cui il direttore di Assindustria Andrea Balestri affermava che le tasse pagate a Carrara dagli industriali del marmo sono le più alte d'Italia. Balestri ha anche difeso gli imprenditori del lapideo dall'accusa di corporativismo. «Chi crede che tutti gli imprenditori pensino solo ai propri interessi - ha detto - commette una grave generalizzazione, simile al luogo comune secondo il quale tutti i politici sarebbero corrotti. Il nostro desiderio è quello di continuare a lavorare per trovare un accordo con il Comune». Attilio Papini, conduttore ma anche funzionario di Confartigianato, ha sostenuto da parte sua di essersi «sentito offeso» dalla trasmissione di Report dedicata a Carrara, giudicandola «montata ad arte» e troppo sbilanciata sul versante ambientale. Trattando il tema degli stop imposti ai camion del marmo dopo gli sforamenti registrati nei valori dei pm 10, Papini ha poi fatto notare che l'inquinamento dell'aria non è causato solo dal carbonato di calcio, ma anche da altre sostanze legate al traffico veicolare e che quindi, oltre agli autocarri, andrebbero fermati anche i restanti mezzi a motore. D.C.
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