La manifestazione
Marina. Blitz della Capitaneria a locale ancora pieno: in cucina gli avanzi di una cena «proibita»
Datteri al ristorante vip, denuncia
Claudio Figaia
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DATTERI PESCATI NEL PIATTO. Il comandante Filippo Marini Le valve dei datteri sequestrate Patrizio Giacomelli nel suo locale Il titolare della Conchiglia potrebbe essere accusato di ricettazione
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MASSA. Blitz della Capitaneria di Porto tra i tavoli del ristorante La Conchiglia. Gli uomini della Guardia costiera di Marina di Carrara hanno sequestrato venerdì sera i resti di alcuni piatti di spaghetti ai datteri di mare. E hanno denunciato il titolare del locale per ricettazione. I militari, in borghese, sono entrati nel notissimo ristorante di Marina attorno alle 22. Hanno agito con discrezione e tatto: hanno dato un'occhiata a cucine e sala e lì, su un tavolo, hanno visto quel che non doveva esserci. I resti, intesi come gusci, di un vassoio di spaghetti ai datteri di mare, piatto prelibato, ricercato, costoso. E vietatissimo. Gli uomini della Guardia costiera, a quel punto, hanno chiamato il titolare del locale, Patrizio Giacomelli, e fatto una serie di accertamenti. Che si sono conclusi con il deferimento del ristoratore alla procura della Repubblica con un'accusa pesante, quella di ricettazione. L'ipotesi di reato, di carattere penale, è, infatti, che il locale abbia acquistato una cosa derivante dalla commissione di un altro reato, la pesca del dattero, appunto. Nessun provvedimento, per ora, contro i commensali che si sono mangiati quel piatto. L'operazione è un colpo duro e anche «di avvertimento» nei confronti di chi continua a pescare datteri, di chi li vende o li serve nei locali, di chi ne va alla ricerca in ristoranti e pescherie. Una "filiera" che ha conseguenze pesantissime sull' ecosistema marino. Perché il dattero di mare (litophaga litopagha il nome scientifico) è un mollusco bivalve dalla crescita lentissima (15-20 anni per raggiungere una lunghezza di soli 5 centimetri) che vive nei fondali rocciosi - spesso di parchi e riserve marine - scavando fori nelle rocce. Ebbene, per raccogliere i datteri i pescatori di frodo distruggono questi fondali utilizzando spesso martelli pneumatici e addirittura esplosivo. Provocando danni enormi e irrimediabili all'ambiente marino. Una pratica devastante, insomma, per alimentare un commercio semi-clandestino di cui gli "utilizzatori finali" si rendono complici, a volte senza rendersi ben conto, altre con restando colpevolmente insensibili del costo ecologico di una zuppa di datteri. Da qui l'appello della Capitaneria all'indomani del blitz, che esorta i cittadini «a non consumare prodotti vietati, per i quali potrebbero essere passibili di sanzioni e ad affiancarla in questa sua azione a tutela dell'ambiente marino e delle sue creature.
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