Il Tirreno

Allarme per la chiusura di otorino

Allarme per la chiusura di otorino

E la Consulta anziani teme per i tagli all'assistenza per i non autosufficienti

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CARRARA. Allarme per la chiusura del reparto di Otorino. E per i tagli alla rete di assistenza agli anziani non autosufficienti. Una duplice emergenza che riporta l'attenzione sulle conseguenze, concrete, del deficit Asl. La Uil lancia un appello: «Non sbricioliamo la sanità».   Salvadori Uil: chiusure di reparti mascherate da razionalizzazioni. Parla chiaro il rappresentante della Uil Fpl Claudio Salvadori. «Qui non si tratta di difendere l'indifendibile - spiega - Come sindacato siamo stati d'accordo, ad esempio, a concentrare nel diurno l'attività di oculistica per una reale ottimizzazione del reparto. Ma su otorino bisogna fare un discorso divero: pensare che un reparto che ha fatto la storia della città possa andare verso una chiusura, mascherata da razionalizzazione, è inaccettabile». «Un conto - prosegue Salvadori - è trasferire il reparto, o meglio l'unità operativa, al monoblocco (una delle ipotesi erano i locali dove c'era la terapia intensiva). Un altro è, invece quello di fare un'assistenza spezzatino, come i degenti, magari i bambini operati di tonsille, ricoverati in chirurgia. Questa per noi è l'anticamera alla chiusra vera e propria del reparto». «Non possiamo consentire che la sanità pubblica venga sbriciolata - conclude - le conseguenze disastrose si pagheranno, poi, per i prossimi vent'anni. Senza contare che ridurre le degenze all'osso significa incentivare le fughe verso le aziende saniatrie vicine: e questo, alla fine, quanto ci verrà a costare?»   L'allarme della Consulta Anziani. Allarme tagli: la Consulta anziani chiede alla Conferenza dei sindaci della zona Apuane di poter conoscere il Piano per la «non autosufficienza» 2011, le risorse disponibili complessivamente e i criteri che si intendono stabilire per il loro utilizzo.  «Questa innovativa forma di assistenza - scrive la Consulta, presieduta da Ernesto Fazzi - sostenuta da una gestione unitaria e coordinata delle risorse disponibili regionali, della Asl 1 e dei Comuni (pari a circa 5.300.000 euro nel 2010), ha permesso di dare risposte sanitarie e sociali ai richiedenti, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, superiori rispetto al passato, dato che quasi 900 persone hanno usufruito del servizio. C'è la speranza che anche per il 2011 si possa mantenere lo stesso livello di prestazioni assistenziali nelle varie forme sperimentate, poiché la Regione Toscana ha confermato le stesse risorse del Fondo 2010 e anche i Comuni, almeno questo è l'augurio della Consulta, dovrebbero aggiungere almeno le risorse degli anni precedenti». A.V.

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