Gioco
L'Etiopia alle aziende apuane: investite da noi
L.Bo.
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Uno scorcio delle cave L'ambasciatore e il ministro consigliere illustrano le facilitazioni: salariali e burocratiche
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CARRARA. L'Ambasciatore d'Etiopia, Mulugeta Alemseged Gessese, e il ministro Consigliere, Abebe Kelemu Workneh, hanno visitato il Distretto lapideo di Carrara. Il programma della visita, organizzata dall'Associazione Industriali, è iniziato con un incontro istituzionale nel corso del quale sono state presentate la realtà economica di Carrara e del Distretto lapideo, e le potenzialità del paese africano che molto sta investendo per imprimere una accelerazione al suo sviluppo e attrarre investitori stranieri. Il Paese ha clima politico stabile, un'economia basata sul libero mercato, posizione strategica per i mercati economici del Medio Oriente, dell'Europa e dell'Asia, rapporti preferenziali con il mercato Europeo e con gli Stati Uniti; una vasta disponibilità di materie prime ed interessanti pacchetti di incentivi. L'excursus ha particolarmente evidenziato le abbondanti ricchezze del sottosuolo che oltre oro, nichel, ferro, carbone presenta importanti giacimenti di marmo e granito. Lo scopo della visita, che rientra in un ampio ciclo di incontri con i Distretti produttivi italiani, è quello di conoscere l'organizzazione dei distretti e incontrare le aziende che vi operano per favorire gli scambi economici, tecnologici e finanziari fra i due paesi. Hanno partecipato all'incontro il sindaco di Carrara, Angelo Zubbani e le aziende: Carlo Telara, Elle Marmi, Gaspari Menotti, Imm, Officine Meccaniche Marchetti, Staminal Stone, Tesimag. La delegazione ha poi continuato per un percorso conoscitivo dell'industria del marmo, dalle cave ai laboratori passando per le aziende produttrici di macchine per il marmo e laboratori artistici. La delegazione ha incontrato anche la scultrice etiope Alem Teklu che risiede e studia a Carrara dove collabora con Telara Studio d'Arte. Come è stato sottolineato, il distretto lapideo di Carrara è di particolare interesse per l'economia mineraria del paese africano in forte espansione nel settore dell'import-export mondiale; questo il fine della visita dell'ambasciatore: illustrare il "perché" e il "come" investire nel suo paese. Nel presentare le potenzialità del proprio paese l'ambasciatore è partito da un dato che non è irrilevante: il salario. In Etiopia un operaio guadagna mediamente dai 110 ai 200 euro circa al mese, ovvero 2 euro l'ora. Non solo manodopera a prezzi bassi, ma anche significativi incentivi alle imprese estere. Parificazione tra imprese straniere e imprese locali; esenzione del 100% sul dazio doganale per tutte le importazioni di beni di investimento (macchinari, materiali da costruzione, ecc); esenzione da imposta per prodotti e servizi sviluppati in Etiopia; e più in generale un ambiente fiscale considerabile ampiamente favorevole. Questi i punti di forza per invogliare gli imprenditori apuani ad aprirsi anche al mercato etiope. Imm, presente, ha formalizzato l'invito ufficiale per Carraramarmotec 2012. Un ultimo dato significativo: la maggior parte delle pratiche burocratiche per rapporti commerciali con l'Etiopia si possono formalizzare nel giro di pochissime ore al contrario della spesso troppo lenta e macchinosa burocrazia italiana.
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