Il Tirreno

Il dramma del comandante Facio ricordato a teatro

Il comandante Dante Castellucci detto Facio
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Il comandante Dante Castellucci detto Facio

Alle 21 sul palcoscenico della Rosa la prima delle tre recite per l'anniversario della Liberazione

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PONTREMOLI. Inizieranno con una rappresentazione teatrale i tre incontri di celebrazione del 66º anniversario della Liberazione organizzati dal circolo arci "Cultura e solidarietà" di Torrano, in collaborazione con il comitato provinciale Arci di Massa Carrara e Archivi della Resistenza, con il patrocinio di Anpi e Isra.  Stasera alle 21 sul palco del teatro della Rosa, in scena "Dante Castellucci - Facio...in nome dela Partito comunista", presentato dall'associazione Blanca Teatro.  Le iniziative proseguiranno, grazie alla collaborazione con il Centro sperimentale di cinematografia - cineteca nazionale, sabato 23 aprile, alle 16, presso il cinema Manzoni con la proiezione del film "I nostri anni" di Daniele Gagliardone, per concludersi, sempre sabato 23 alle 21, nel teatro della Rosa con lo spettacolo "Resistenza" del gruppo musicale Yo Yo Mundi.  Tornando a stasera, l'opera teatrale, basata sul racconto dell'impegno di combattente del comandante Facio (fucilato nel 1944 dai suoi compagni partigiani ad Adelano di Zeri), con Antonio Bertusi, Antonio Branchi, Riccardo Naldini, Matteo Procuranti, Davide Giromini, con le collaborazioni artistiche di Sabine Bordigoni e Rachele Del Prete, la regia di Virginia Martini, è dedicata a Laura Seghettini testimone e protagonista della guerra partigiana, profondamente legata al comandante della Brigata Guido Piceli, che, in un'intervista rilasciata nel luglio 1990, così lo ricordava: «Ricordo perfettamente quelle ore, anche se sono passati 46 anni. Sono arrivata ad Adelano nel cuore della notte, mentre lo stavano processando. Lui non si difendeva. Sembrava vivere uno stato d'animo a metà tra la fierezza, la dignità e la depressione. Non aveva paura. Forse aveva già deciso di accettare la morte. Dopo la sentenza sono rimasta con lui fino all'alba insieme agli uomini di guardia, che volevano farlo scappare. Ma Facio non ha accettato. "Un giorno qualcuno, mi ha detto, farà luce sulla mia storia." Teatro, cinema, musica per ricordare il nostro passato e tutte le donne e gli uomini che hanno reso possibile la nascita della nostra democrazia, parlando però un linguaggio capace di coinvolgere anche i giovani, molti dei quali sono nati dopo la caduta del muro di Berlino. Ci sono valori che dovrebbero essere trasversali al periodo storico, alle età, alle appartenenze politiche...valori che dovrebbero essere la base della dignità umana e fare di ciascuno di noi "una persona".

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