Il Tirreno

Meningite, grave bimbo di 6 anni

C'è paura nella scuola. L'Asl rassicura: situazione sotto controllo

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 MASSA. Un piccolino di sei anni arrivato martedì pomeriggio all'ospedale con la febbre alta, forti mal di testa e nausea. Sintomi di una normale influenza, certo, ma anche di una più grave meningite. Che i medici hanno rapidamente diagnosticato.  Il bambino è ricoverato nel reparto di pediatria, in isolamento, per evitare ogni forma di contagio. I medici, chiaramente, lo tengono sotto osservazione 24 ore su 24, vista la gravità della patologia. Le sue condizioni sono stabili, non è in pericolo di vita.  Nonostante il piccolo paziente sembri reagire alla terapia, come sempre accade di fronte ad un caso di meningite meningococcica, è scattato il panico.  Il bambino frequenta la prima elementare di una scuola cittadina e adesso i genitori degli alunni temono il contagio. Hanno scoperto che un alunno stava male martedì, in tarda serata, quando a casa loro è squillato il telefono e dall'altra parte della cornetta c'era un medico dell'Asl. I sanitari, appena diagnosticata la meningite, hanno, infatti, contattato le famiglie dei compagni di classe, oltre, chiaramente, ai parenti del bambino. Insomma, tutte le persone, una quarantina in totale, che sono state a strette contatto con il bimbo nei giorni precedenti l'insorgere della malattia. I compagni del piccolo paziente sono stati visitati e sottoposti alla profilassi. Si era fatto tardi, le farmacie erano chiuse, è stata l'Asl, quindi, ad aiutare mamme e papà a reperire le medicine necessarie. La scuola non è stata chiusa, per l'azienda sanitaria «la situazione è sotto controllo e non si ravvisa la necessità di ulteriori (oltre la profilassi ndr) interventi a tutela della salute pubblica».  Ma qualche genitore ha deciso ieri mattina di non mandare a scuola il figlio. C'è chi lo ha fatto per garantire al bimbo un po' di riposo dopo una serata "movimentata" e chi, invece, preferisce aspettare qualche giorno per scongiurare ogni rischio di contagio. Qualcuno ha chiesto la chiusura della scuola e la profilassi per tutti gli alunni, pensando che le occasioni di contatto in un istituto elementare siano moltissime. Non mancano, però, i genitori più razionali:«Non ha senso - commenta una mamma - l'allarmismo, credo che l'importante sia tenere d'occhio i bambini e verificare che non presentino sintomi rilevanti. Se i medici hanno deciso la profilassi soltanto per i compagni di classe, lo avranno certo fatto a ragione. Mia figlia - conclude - andrà a scuola». Reazioni diverse, quindi. E - garantisce l'Asl - tutto sotto controllo.(C.S.)

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