La manifestazione
L'Idv: «Pucci, torna indietro»
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Galeano Fruzzetti è il coordinatore provinciale dellItalia dei valori Piano strutturale, Il partito di Di Pietro pone otto quesiti al sindaco «Perché tra le due fasi è triplicata la capacità edificatoria?»
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MASSA. Perché tra la fase di adozione e di approvazione del piano struturale è stata triplicata la capacità edificatoria del territorio? Perché, se l'amministrazione comunale intende mantenere la vocazione industriale della Zia, prevede un incremento di 10mila metri quadrati per nuove costruzione e altri 30mila (pari a due Carrefour) per funzioni commerciali? E perché ha anticipato la variante del mega porto turistico al Lavello che dovrebbe essre materia di accordo di pianificazione con Provincia e Regione? Sono alcune delle otto domande che l'Idv rivolge al sindaco Roberto Pucci su piano strutturale e sviluppo del territorio. Il partito di Di Pietro entra così, in maniera fortemente critica, nel dibattito sulla politica urbanistica della maggioranza Pucci. Accusata di «non avere alcuna idea dello sviluppo del territorio poichè trasforma in residenziale ciò che dovrebbe essere a destinazione unicamente turistica (il riferimento è al comparto delle ex colonie) e in commerciale (qui si parla di zona industriale) ciò che dovrebbe essere industriale», dice Galeano Fruzzetti, coordinatore dell'Italia dei Valori. Oggi, è l'analisi di Sara Vatteroni, assessore provinciale dell'Idv, il settore alberghiero per essere competitivo deve disporre di strutture multiservizi (spa, centri benessere, congressuale...) mentre la media delle strutture apuane è di 40 posti letto. Ebbene, invece di dare segnali in questa direzione, rilanciando il sistema delle colonie aprendo a investimenti privati da fuori provincia, si preferisce garantire i soliti noti imprenditori abituati alla rendita, concedendo il 25% di residenziale a chi investirà sulle colonie, garantendo i poteri forti, evitando ad essi il rischio di impresa, assorbendo quasi tutta la capacità edificatoria degli ambiti territoriali». Insomma, dice la Vatteroni, il turismo residenziale (quello delle seconde case) è in crisi, secondo i dati della stessa Provincia, è la giunta Pucci vuole sostenerlo. E poi, accusa ancora l'assessore, «condividiamo le preoccupazioni delle imprese su possibili ritardi nell'approvazione del regolamento urbanistico che comporteranno un bloco dell'edilizia. Ma la responsabilità di questi ritardi è della stessa amministrazione: perché non si è dato l'incarico di redazione del regolamento urbanistico contestualmente a quello del piano strutturale, riducendo da tre anni a sei mesi la durata delle norme di salvaguardia?» Dunque, di fronte ai rilievi di Provincia e Regione, suggerisce l'Idv, il governo cittadino dovrebbe fermarsi, riflettere, ri-aprirsi al dialogo con la città - «anche perché il percorso partecipativo su un tema tanto importante è stato largamente insufficiente», rileva Fruzzetti - e disegnare un "vero modello di sviluppo del territorio". «Anzichè andare a un conflitto istituzionale che ha anche l'effetto di ritardare la realizzazione del Piano - dice ancora il coordinatore - invece di "chiamare alle armi" i militanti, Pucci e i partiti che lo sostengono dovrebbero riconoscere dove hanno sbagliato e, attraverso il dialogo, conciliare le posizioni diverse con Provincia e Regione. Sarebbe anche l'occasione per sanare fratture politiche nel centrosinistra...». Ad ogni modo, sottolineano ancora dall'Idv, «nessun complotto, nessun attacco politico da parte nostra. Solo la voglia di contribuire a un corretto modello di sviluppo del territorio». C.F.
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