Il Tirreno

Bogazzi, maxi affare in Croazia

Enrico Bogazzi e la sua azienda BNavi in viale Zaccagna
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Enrico Bogazzi e la sua azienda BNavi in viale Zaccagna

Investe 30 milioni di dollari, nella ditta di famiglia niente più cassa integrazione

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 CARRARA. Meno difficoltà nelle aziende locali: per i 17 dipendenti della Vittorio Bogazzi & figli la cassa integrazione è cessata ormai da mesi. Grandi investimenti all'estero, dove l'armatore Enrico Bogazzi ha ricominciato a mostrare i muscoli. E a fare shopping, di navi. L'ultimo colpo è da 30 milioni di dollari (circa 21 milioni di euro) ed è rimbalzato nei siti internet specializzati. Altre trattative, per una nave in Mozambico, una in Cina e una, infine, in Messico, sono ventilati dagli addetti ai lavori.  Insomma un'inversione di tendenza di quella che era stata definita dallo stesos armatore una «crisi profondissima». Restano le difficoltà alla BNavi dove, peraltro, è avvenuto lo snellimento più corposo del gruppo Bogazzi: qui la mannaia dei ridimensionamenti ha colpito duro e da 58 dipendenti (fra cassa integrazione e pensionamenti non sostituiti) si è scesi a sedici.   Bogazzi: shopping da 30 milioni di dollari. Un acquisto che sarebbe stato messo a segno dalla BNavi, l'azienda di viale Zaccagna dove la mannaia della crisi si è fatta sentire più che nelle altre ditte: qui, infatti, i dipedenti (fra cassa integrazione e pensionamenti) sono stati ridotti da 58 a 16.  Nel sito inglese di Tradewinds, una sorta di riferimento per i brokers di tutto il mondo, proprio la BNavi dell'armatore è indicatta come acquirente di due navi handy max (da 45mila tonnellate di portata) controllate dalla compagnia croata Atlantska Plovidba. Si tratterebbe della nave Getaldic (anno 1996) e della Gundulic (costruita nel 1997) vendute a oltre 30 milioni di dollari. I broker, si legge on-line, prevedono che le due navi entranno a fare parte della flotta controllata dalla Vittorio Bogazzi & figli e dall'affiliata BNavi che avrebbe già, in organico circa quindici navi, porta rinfuse, porta container e navi da carichi misti.   A Marina la crisi alla BNavi continua. Nonostante il vento in poppa, che sembrano avere n questo momento gli affari e le nuove acquisizioni, continuano le difficoltà in una delle aziende simbolo del gruppo. Prepensionamenti e cassa integrazione. Così, nel giro di un paio d'anni è stato drasticamente ridotto il personale della BNavi di viale Zaccagna. La cassa integrazione in deroga (a zero ore e con meno di un terzo di stipendio) ad oggi riguarda una trentina di dipendenti. E per molti di loro starebbe per aprirsi la strada della mobilità: il sindacato però su questo punto non si sbilancia. La trattativa con l'azienda è ancora in corso e il rischio da scongiurare sono proprio i licenziamenti.  Intanto se alla BNavi le acque sono ancora agitate, va motlo meglio per i 17 dipendenti della Vittorio Bogazzi & figli. Nell'azienda di famiglia, da un paio d'anni a questa parte si erano cominciati a fare i conti con le difficoltà ed era cominciata la cassa integrazione a rotazione. Ma il peggio, al momento, sembra essere passato: si è tornati a lavorare, tutti, a pieno ritmo, ormai da qualche mese. Insomma la crisi potrebbe davvero essere un po' più lontana. A.V.

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