Il Tirreno

Allarme del Pdl: qui si smantella anche l'ortopedia

Jacopo Ferri
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Jacopo Ferri

«Non rinnovato l'incarico allo specialista Michelotti, molti pazienti già in cliniche private»

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PONTREMOLI. Interrogazione urgente al presidente della Regione Enrico Rossi da parte dei consiglieri del Pdl Jacopo Ferri e Stefano Mugnai a riguardo «Dei tagli indiscriminati: dopo ostetricia si vuole chiudere anche l'ortopedia». I due esponenti del centrodestra così scrivono: «Dal prossimo 16 maggio in Lunigiana ci sarà un ortopedico in meno a seguito del trasferimento di un medico che, per concorso, andrà all'ospedale di La Spezia e che, peraltro, è da alcune settimane assente per malattia. Già dal mese di dicembre però il direttore dell'Asl De Lauretis, con la motivazione di contenere i costi, non ha rinnovato l'incarico al dottor Massimo Michelotti, specialista di spalla e ginocchio, che in Lunigiana effettuava gran parte dei suoi 300 interventi annui e nella nostra Asl operava dal 2003 portando utenza da regioni limitrofe. Egli infatti opera anche in strutture private, in particolare nel parmense, strutture verso le quali, alla faccia del risparmio che vuole attuare la dottoressa De Lauretis, si stanno già dirigendo moltissimi pazienti apuani con sensibili negative ripercussioni per il bilancio dell'Asl, idem accadrà quando l'altro ortopedico prenderà servizio a La Spezia». Insomma per Ferri e Mugnai «continua senza sosta la politica di depauperamento delle strutture sanitarie lunigianesi, con il liquidatore aziendale De Lauretis che non si ferma più ed insiste nel portare avanti il compitino che gli ha affidato il Presidente della Regione Enrico Rossi di indebolire e smantellare l'Ausl n. 1». Dunque per su questo argomento i due esponenti del PdL hanno presentato un'interrogazione urgente al Presidente Rossi e l'Assessore Scaramuccia per sapere «se risulta loro la precaria situazione che si sta verificando nell'Unità complessa di Ortopedia in Lunigiana; come sia stato possibile che a dicembre sia stato licenziato un professionista di grande valore sapendo che una grossa fetta di utenza sarebbe finita in strutture private e che le spese per le prestazioni, salate, finiranno nel bilancio Asl; cosa intendano fare per evitare che la struttura venga smantellata in questo modo».

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