Il Tirreno

Ladri perseguitano un negozio

Ladri perseguitano un negozio

Sfondata l'altra notte la vetrina, danni ogni sei mesi e un maxi furto

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CARRARA. I ladri si sono presentati ben quattro volte in due anni. E perciò ogni sei mesi la titolare e la commessa si mettono le mani nei capelli al negozio Departure, di abbigliamento uomo e donna, in Piazza Nazioni Unite. Risale all'altra notte l'ultimo "assalto" con spaccata della grande vetrina. Un danno da circa quattrromila euro. I ladri, visti da qualcuno nel palazzo, se la sono data a gambe senza rubare nulla, ma lo scorso novembre avevano svaligiato il negozio. E ci avevano provato già altre due volte.

«Attendiamo ancora di essere pagati dall'assicurazione», dice sgomenta la titolare Ivonne Bigini, che non ne può più di subire danni e di essere svegliata all'alba dal sistema di allarme del negozio collegato al proprio telefonino cellulare.  «Il 24 novembre delo scorso anno abbiamo subito un furto da circa 100mila euro: quella volta, sempre di mattina presto, entrarono sfondando l'ingresso, e quasi sicuramente devono essere stati in diversi, perché arraffarono tutto dagli scaffali e nonostante l'impianto di allarme fosse scattato, agirono velocemente e portarono a compimento il furto. Altre volte non erano riusciti a entrare. Ora ci è stato fatto un nuovo danno. La sostituzione della vetrata ci costerà circa 4mila euro. E se ritornano? Cosa dobbiamo fare? Dormire nel negozio? Abbiamo potenziato gli allarmi, li ho messi dappertutto, ma questi individui ci hanno preso di mira... penso che in giro ci sia troppa fame». Forse non si tratta della stessa banda, o forse sì.  I ladri che hanno preso di mira il negozio Departure, comunque dimostrano di essere organizzati.

La negoziante racconta che hanno sfondato la vetrina con un veicolo tipo doblò, che sarebbe stato visto da alcune persone che stavano facendo le pulizie nel palazzo. «Hanno sentito qualcuno parlare con un'inflessione meridionale». I malviventi evidentemente si sono resi conto di non poter più agire indisturbati, e allora sono fuggiti senza portare a termine il colpo. Nel frattempo era scattato l'allarme. «Erano le 5,58 - dice la signora Bigini - perché il nostro allarme è collegato con la Polizia privata e con i nostri cellulari ed è scattato a quell'ora. Quando siamo arrivati sul posto non c'era più nessuno». «Comincio a preoccuparmi veramente, ad avere paura - commenta la Bigini - perché è la quarta volta che siamo presi di mira. Mi sento violata nel mio lavoro. Il negozio è in attività da 20 anni, abbiamo marchi medio alti.

Nel passato non abbiamo mai subito furti, ma negli ultimi 4 anni non facciamo altro che pensare a come arginare i ladri. Mia sorella ha parlato con il sindaco dopo questo ultimo episodio, vorremmo più controlli delle forze dell'ordine in questa zona di notte, e che il Comune mettesse dei parapedonali lungo il marciapiede davanti al negozio (come quelli davanti alla vicina banca), per ostacolare l'accesso dei veicoli». Pensa al mezzo utlizzato dai malviventi per sfondare la vetrina: ha potuto agevolmente salire sul marciepiede fino al negozio. Infatti, lungo la via ci sono posteggi a disco orario, ma da tempo neppure i residenti del palazzo, dice la Bigini, ci mettono più le loro vetture, «perché i vigili urbani controllano continuamente e fanno multe a raffica».  La notte diversi residenti posteggiano altrove (per evitare di trovare la mattina contravvenzioni sui parabrezza), così la fascia stardale davanti al negozio resta libera. E i ladri hanno spazio di manovra.

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