Il Tirreno

Troppo cemento, stop dalla Regione

Sopra una veduta dell’ex colonia Torre Fiat; a sinistra l’assessore regionale Anna Marson
◗
Sopra una veduta dell’ex colonia Torre Fiat; a sinistra l’assessore regionale Anna Marson

Firenze boccia il piano strutturale: previsto un 60% in più di case

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Non è sola la Provincia: a dire "no" alle ville ai Ronchi e alle case nelle ex colonie c'è anche la Regione. Firenze individua, infatti, «rilevanti elementi di contrasto - si legge in una nota - tra il piano strutturale del comune di Massa e norme regionali di governo del territorio». Tradotto: troppo cemento. Non solo per Palazzo ducale, quindi, ma anche per la Regione: ieri la giunta si è riunita e ha messo nero su bianco tutto quello che non torna nella programmazione urbanistica di Palazzo civico. Focalizzando l'attenzione sul numero di case previste dal piano.  Non si delineano, quindi, profili di incompatibilità soltanto tra il piano strutturale e quello definito dalla Provincia. Perché punti di contrasto esisterebbero anche in relazione a quanto previsto dal Pit, lo strumento di pianificazione regionale.

Tutto bloccato, quindi. O, per lo meno, stop a tutti i contenuti del piano per cui si ravvisa incompatibilità. Sulla questione Firenze parla chiaro. Gli occhi sono puntati sul dimensionamento, vale a dire sulla edificazione complessiva. «I più rilevanti elementi di contrasto (il che fa presuppore che ve ne siano anche altri ndr) tra il piano e norme regionali - si legge, infatti, nella nota - sono, da un lato, il dimensionamento e, dall'altro, l'assenza di valutazioni adeguate in merito alla conferma delle previsioni del piano regolatore generale».In parole più semplici e meno tecniche ci sono perplessità sull'entità dell'edificabile (quando andremo a costruire, in relazione agli abitanti e alle risorse del territorio) e sulle valutazioni che hanno portato a quelle previsioni.

Ma la giunta regionale specifica nel dettaglio gli aspetti di incompatibilità, in tema di edificazione:«Nel dimensionamento (quanto si può costruire ndr) emergono incrementi del carico insediativo complessivo delle Utoe (unità in cui il piano strutturale suddivide il territorio ndr) di circa il 60% per la residenza e di circa il 50% per le funzioni turistico-ricettive».  Il tema sollevato, quindi, - come già accaduto con Palazzo ducale - è il cemento. E come la Provincia, anche la Regione fa riferimento alla «numerose e consistenti varianti anticipatrici».  Firenze, in ogni caso, è disponibile al confronto. La giunta ieri ha deliberato il ricorso - come prevede la legge - alla conferenza paritetica per superare il contrasto tra alcuni contenuti del piano strutturale e quanto previsto dai piani provinciale e regionale.

Ma Firenze non si tira indietro e tenta la via dell'accordo: «La Regione Toscana - si legge nella nota - è disponibile comunque ad un confronto diretto con il Comune di Massa anche prima della convocazione della Conferenza al fine di rendere lo strumento urbanistico comunale coerente con il Pit (piano regionale ndr), con la legge 1/2005 (sulla pianificazione ndr) e con i suoi regolamenti attuativi. Con la decisione della giunta regionale - si precisa - si bloccano peraltro le sole previsioni del piano strutturale su cui c'è contrasto». L'apertura c'è, ma la "bocciatura" rimane e al Comune non resta che sedersi ad un tavolo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa