Il dolore
Servizi, il Comune incassa di più
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Mense scolastiche: il Comune incassa 950mila euro lanno Massa ai primi posti in Italia. «Ma le tariffe sono ferme»
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MASSA. Comuni alla ricerca di fonti alternative di risorse per sopravvivere al blocco dell'Irpef e, più in generale, alla riduzione di trasferimenti dallo Stato. Il che significa, spesso ma non sempre, aumento di tariffe e «manovre» aggiuntive. L'amministrazione di Massa appare tra le più "capaci" in questo campo: è quanto emerge da uno studio pubblicato ieri dal Sole 24 Ore e dedicato ai conti delgi enti locali. Il Comune di Massa risulta, stando a queste statistiche, al terzo posto assoluto per incasso pro-capite per la Tarsu. Un dato in realtà, spiegano dall'amministrazione municipale, viziato da un misunderstanding nella comunicazione delle cifre registrate dal Siope (il Sistema informativo sulle operazioni delgi enti pubblici creato in collaborazione da Ragioneria dello Stato, Bankitalia e Istat). Da queste cifre risulta che nel 2010 il Comune ha incassato 16,3 milioni dalla tassa sui rifiuti. Il dato comprende però anche i residui 2009 degli ultimi mesi della gestione Massa Servizi. L'incasso del 2010 depurato da questa parte è di circa 14 milioni e, quindi, l'incasso pro-capite riportato dal Sole di 230 euro deve essere rivisto. Massa è poi in alta classifica per quanto riguarda gli incassi per le mense scolastiche: al 36º posto con 957mila euro incassati pari a 105 euro pro-capite. Ed è al terzo posto assoluto per quanto riguarda gli incassi da "altri servizi", vale a dire gli introiti derivati dagli impianti sportivi, i mattatoi, i trasporti funebri, le case per anziani, i parcheggi e altro. Ciò vuol dire che l'amministrazione civica "tassa" più di altri Comuni? La risposta che il sindaco Roberto Pucci dà allo stesso Sole è un categorico "no": «Non abbiamo ritoccato la Tarsu, aumentata del 20% nel 2007 dalla giunta precedente. Quanto agli aumenti sul trasporto pubblico, va detto che non dipende da noi ma da una società che abbiamo insieme a Carrara che ha aumentato del 10% il prezzo del biglietto». La buona capacità dell'amministrazione cittadina di tenere alti gli incassi deve essere dunque collegata al lavoro di controllo e di recupero delle aree di elusione-evasione delle tariffe imposte dal Comune. Ed è la "lettura" che a palazzo civico viene giudicata quella giusta. «La nostra amministrazione - spiega l'assessore al Bilancio Alessandro Volpi - non ha aumentato la pressione fiscale e neanche i servizi a domanda individuale. Gli unici ritocchi riguardano gli oneri di urbanizzazione. Piuttosto, come viene evidenziato nel rendiconto di bilancio, abbiamo operato sul versante del recupero». C.F.
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