Sicurezza
Infarto al calciatore. Pareri discordanti degli allenatori sulla sconfitta a tavolino inflitta alle due squadre
«Insensibilità vergognosa»
Fabrizio Palagi
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Eugenio FascettiFascetti spara a zero. Ulivieri frena: applicato il regolamento
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MONZONE. Mentre Nicola Pasquini langue in coma farmacologico in un letto dell'ospedale di Massa, s'infiamma la polemica in merito alla decisione del giudice sportivo di infliggere la sconfitta a tavolino a entrambe le squadre che domenca 3 aprile stavano disputando la gara di calcio Cinquale-Monzone, valida per il campionato di Seconda categoria, durante la quale il 20enne giocatore del Monzone è stato colto da infarto. Giusta o no tale decisione? Abbiamo raccolto il parere di quattro autorevoli personaggi del calcio nazionale, per commentare una sentenza che ha fatto imbufalire non poco gli sportivi apuo-lunigianesi. Renzo Ulivieri. Il presidente dell'Associazione italiana allenatori di calcio, nonchè ex allenatore di molte squadre di serie A tra cui il Bologna, dice: «Il giudice sportivo ha fatto quanto di suo compito, dato che le regole federali vanno applicate alla lettera. D'accordo che c'erano tutti i presupposti per non proseguire la gara, ma, ripeto, esiste un regolamento da rispettare. Ci sarà poi una seconda fase nella quale la commissione disciplinare ascolterà l'arbitro e valuterà eventuali ricorsi delle società». Carletto Mazzone. Il sanguigno tecnico che tra l'altro ha guidato la Roma, si esprime in termini analoghi, preferendo commentare il malore che ha colpito Nicola Paquini: «Ritengo che siano necessari controlli medici più capillari e quindi vanno rafforzate le strutture sanitarie. Noi allenatori riteniamo che i giocatori che ci mettono a disposizione le società siano perfettamente sani e quindi prevenzione e controlli vanno fatti prima di dare il nulla osta per l'agonismo. Fatti comunque dolorosi e che lasciano il segno quelli che, come nel caso in questione, vedono coinvolti giovanissimi sportivi». Eugenio Fascetti. L'ex allenatore del Bari, tanti per citare un club di serie A, è invece furibondo: «Una grave mancanza di intelligenza quelal di infliggere la sconfitta alle due squadre. Ma scherziamo? Un ragazzino crolla a terra quasi privo di vita e qui si parla di risultati, di partite da non sospendere e quindi di sconfitte a tavolino: tutto assurdo e tutto da rivedere. So che quel giudice sportivo ha applicato il regolamento, ma resta il fatto di manifesta insensibilità da parte della Federazione». Gianpaolo Ventura. L'ex trainer della Sampdoria si tiene più sul tecnico: «Difficile commentare ciò che tutti gli addetti ai lavori dovrebbero sapere: c'è un regolamento e deve essere rispettato anche se certe volte può sembrare assurda la sua applicazione alla lettera. Per quanto riguarda il malore al ragazzo, c'è da dire che, fortunatamente, la casistica ci indica quanto siano rari incidenti del genere, considerando le decine di migliaia di giovani che, ogni fine settimana scendono in gara sui campi di tutta Italia». Pareri discordanti, dunque, anche tra autorevoli e navigati addetti ai lavori che ben conoscono i meandri delle regole del mondo calcistico. Resta il fatto di un ragazzo in coma da giorni su un letto d'ospedale e una insensibilità "giustificata" in nome di un freddo regolamento.
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