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IL DISAGIO GIOVANILE
«In città ci sono trentanove ragazzi allontanati dalle famiglie»
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CARRARA. Con il disagio giovanile i servizi sociali del Comune ci si confrontano ogni giorno. E i «numeri» di questa emergenza, assicura la dirigente del settore, Daniela Tommasini, sono davvero pesanti. E riguardano, principalmente, rapporti familiari complessi, violenze subite o a cui si assite nell'ambiente domestico che- spiega la Tommasini - nell'età adolescenziale poi vengono assunte come modello. I dati dell'ultimo report dell'istuto toscano Degli Innocenti, che monitora il disagio giovanile, parlano chiaro. A Carrara ci sono 139 minori che, per problemi familiari, sono seguiti dai servizi sociali in collaborazione con l'Autorità giudiziaria. Di questi, ventisei, hanno solo incontri «protetti» con i genitori, cioè possono vedere il padre o la madre soltanto alla presenza di un' assistente sociale. Un altro «numero» significativo è quello dei minori allontanati dalla famiglia (e ospitati presso strutture e servizi residenziali): in tutta la provincia, Lunigiana compresa, sono 44. Solo a Carrara se ne contano 39.
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