Il Tirreno

Fossi chiusi, venti denunciati

Un fosso «tombato»
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Un fosso «tombato»

Partono le multe (500 euro) per le "tombature" abusive

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 MASSA. Partono le multe per la mancata manutenzione dei fossi e per la tombatura (leggi copertura) abusiva dei canali. Il Comune dà un giro di vite alla campagna avviata a fine 2010, dopo la disastrosa alluvione di Ognissanti e passa alla fase due dell'operazione. Quella delle sanzioni. Una ventina di cittadini che autori di opere abusive sui fossi che non hanno ottemperato all'ingiunzione dell'amministrazione di rimuoverle e mettersi in regola, sono già stati individuati.  La fase della tolleranza concessa dal Comune con le ordinanze numeri 138 e 139 si è chiusa infatti lo scorso 31 dicembre. I proprietari (o i detentori a qualsiasi titolo) di terreni su cui si trovano fossi o canali tombati senza autorizzazioni hanno avuto tutto il tempo - fino alla fine del 2010, appunto - per ripristinarli e riportarli allo stato naturale senza incorrere in sanzioni o rischiare le pesanti spese accessorie prescritte.  A gennaio sono partiti i sopralluoghi dei tecnici, che avrebbero già individuato un buon numero di trasgressori (oltre venti). E, dopo un'ulteriore diffida affinché presentassero entro 15 giorni la documentazione sul possesso di un'eventuale autorizzazione, gli uffici comunali hanno avviato il procedimento sanzionatorio - 500 euro la multa - e denunciato il reato alla procura della Repubblica. La fase successiva sarà quella di appaltare il lavoro di ripristino a ditte specializzate che saranno pagate dal Comune che poi si rifarà sul proprietario colpevole dell'abuso.  Ieri in una conferenza stampa l'assessore all'Ambiente Andrea Ofretti, il comandante dei vigili urbani Santo Tavella e il presidente della commissione Ambiente Agostino Incoronato hanno ammesso, con logico rammarico, che pochissimi sono stati i cittadini che hanno colto l'opportunità di mettersi in regola.  «Con queste cose - ha detto Ofretti - non si scherza. Ci sono in ballo l'incolumità e la sicurezza pubblica, il territorio è a rischio e gli uffici hanno il dovere di intervenire. Non possiamo più permetterci di essere tolleranti con gli incivili, con chi sporca la città, con chi rovina il bene pubblico o scarica abusivamente. Abbiamo lavorato per darci delle regole ed è compito di una buona amministrazione far sì che siano rispettate».  I controlli, comunque, proseguono e il rispetto delle ordinanze sulla sicurezza del territorio resta tra le "priorità" dell'assessorato. «Rigore e metodo nell'applicazione delle ordinanze che riguardano la tutela del territorio, il patrimonio verde pubblico e l'igiene urbana sono il modus operandi dell'Ufficio», fa sapere l'assessore Andrea Ofretti. Non fosse altro perchè la tombatura dei canali è stata individuata come una delle cause degli allagamenti e del dissesto idrogeologico del territorio.

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