La manifestazione
Ritentano il furto alla strada dei marmi
Alessandra Vivoli
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Il cantiere della via dei marmi alla MacinaLadri messi in fuga dai vigilanti: uno si butta da un viadotto di sei metri
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CARRARA. I ladri sono tornati, a distanza di pochi giorni, nel cantiere della via dei marmi alla Foce, all'imbocco della galleria della Macina. Proprio dove si stanno mettendo a punto i delicati impianti elettrici di quella parte dell'infrastruttura. Ma questa volta il colpo non è andato a segno: i ladri, sopresi dai vigilanti sono scappati. Uno si è buttato da un viadotto di 6 metri. Il tentato furto è avvenuto nella notte di sabato, poco dopo la mezzanotte. Ma questa volta i malviventi sono stati messi in gufa. Dal servizio di vigilanza (I Pretoriani), ingaggiato - a proprie spese - dalle ditte che lavorano alla Macina, proprio per tenere sotto controllo un cantiere che nei giorni scorsi aveva già subito due incursioni, dei vandali e dei ladri. Sabato notte c'è stata una fuga rocambolesca visto, all'altolà dei vigilanti, due dei ladri, che erano già riusciti a pentrare, arrampicandosi, all'interno del cantiere, si sono dileguati sulle colline, uno, e gettandosi da un viadotto di sei metri in costruzione, l'altro.
Il terzo, che attendeva in macchina, fuori dalla galleria, si era già allontantato non appena avvertito il trambusto. Sono intervenuti sul posto anche i carabinieri. Le indagini sono in corso ma, da quanto trapela, sarebbe stata presa la targa della macchina in fuga. E quindi i malviventi potrebbero davvero avere le ore contate. Da una prima ricognizione non ci sarebbero stati danni anche se, spiegano nel cantiere dove, oltre al general contractor Adanti lavora la ditta subappaltatrice Eles che si occupa proprio degli impianti, stamani arriverà un tecnico per monitorare la situazione. E valutare se i metri di cavo, necessari per gli impianti in galleria, sono tutti al loro posto. Resta comunque grande sconcerto nei professionisti che si occupano del cantiere.
«Abbiamo già provveduto a un picchetto fisso - spiega l'ingegner Valentini - ma, a quanto pare, i malviventi non sono stati scoraggiati». Una raffica di furti, sempre nello stesso cantiere, che gli addetti ai lavori in parte spiegano con l'elevato valore, al mercato di frodo, del rame: quello che viene estratto, appunto dai cavi. Una situazione che comunque, da un parte, fa scattare l'allarme criminalità. Dall'altra quello dei ritardi per la strada dei marmi. Nelle prime due «visite» al cantiere all'imbocco della galleria della Macina i danni sono stati ingenti: sono stati presi di mira, o meglio tagliati e danneggiati, i cavi già posati, per i delicati impianti elettrici della galleria. Si è anche tentato di perforare il tubo di polietilene che porta l'acqua al sistema antincendio all'interno della galleria stessa. Insomma una serie di azioni che rischia di mettere in serio pericolo il proseguo die lavori. L'altra notte, poi, l'ennesimo tentativo di penetrare nel cantiere. Nonostante i 5 chilometri dove si svolgono i lavori, fossero stati messi sotto controllo.
Il terzo, che attendeva in macchina, fuori dalla galleria, si era già allontantato non appena avvertito il trambusto. Sono intervenuti sul posto anche i carabinieri. Le indagini sono in corso ma, da quanto trapela, sarebbe stata presa la targa della macchina in fuga. E quindi i malviventi potrebbero davvero avere le ore contate. Da una prima ricognizione non ci sarebbero stati danni anche se, spiegano nel cantiere dove, oltre al general contractor Adanti lavora la ditta subappaltatrice Eles che si occupa proprio degli impianti, stamani arriverà un tecnico per monitorare la situazione. E valutare se i metri di cavo, necessari per gli impianti in galleria, sono tutti al loro posto. Resta comunque grande sconcerto nei professionisti che si occupano del cantiere.
«Abbiamo già provveduto a un picchetto fisso - spiega l'ingegner Valentini - ma, a quanto pare, i malviventi non sono stati scoraggiati». Una raffica di furti, sempre nello stesso cantiere, che gli addetti ai lavori in parte spiegano con l'elevato valore, al mercato di frodo, del rame: quello che viene estratto, appunto dai cavi. Una situazione che comunque, da un parte, fa scattare l'allarme criminalità. Dall'altra quello dei ritardi per la strada dei marmi. Nelle prime due «visite» al cantiere all'imbocco della galleria della Macina i danni sono stati ingenti: sono stati presi di mira, o meglio tagliati e danneggiati, i cavi già posati, per i delicati impianti elettrici della galleria. Si è anche tentato di perforare il tubo di polietilene che porta l'acqua al sistema antincendio all'interno della galleria stessa. Insomma una serie di azioni che rischia di mettere in serio pericolo il proseguo die lavori. L'altra notte, poi, l'ennesimo tentativo di penetrare nel cantiere. Nonostante i 5 chilometri dove si svolgono i lavori, fossero stati messi sotto controllo.
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