Il Tirreno

Un gesso che vale un milione

La Venere di Canova
◗
La Venere di Canova

Il capolavoro di Canova dedicato ad Alfieri in mostra a giugno

2 MINUTI DI LETTURA





 CARRARA. Un gesso di Antonio Canova assicurato per un milione di euro. Sarà in mostra a Palazzo Binelli, il prossimo giugno insieme alle trenta, bellissime, opere della scuola della scultura carrarese. Un vero regalo per la città che potrà ammirare da vicino il bozzetto, originale del monumento funebre a Vittorio Alfieri firmato dall'artista di Possagno. L'opera che adesso si trova all'interno dell'Accademia, custodita nell'ufficio del direttore Marco Baudinelli, è già stata ammirata alcuni anni fa, nella mostra delle «Identità italiane» realizzata a Roma: fu in quell'occasione che per il gesso venne stipulata l'assicurazione astronomica.  E a giugno potrà incantare anche il pubblico carrarese: perchè, insieme a un'altra opera dell'artista di Possgano (ancora da stabilire) sarà a Palazzo Binelli.  Un anticipo di quello che sarà la futura gipsoteca che, come ha ricordato il direttore Marco Baudinelli, presente insieme al presidente dell'istituto, Simone Caffaz, all'incontro avvenuto nei giorni scorsi con il sindaco Angelo Zubbani.  Un confronto che è servito a fare il punto su parecchie cose e dare gambe a un progetto importante: la gipsoteca si fa in tre, con un percorso museale a tappe che abbraccerà l'intera città. Dall'Accademia di Belle Arti, passando per palazzo Binelli, fino al museo di San Francesco.  «Il sindaco si è fatto carico di una proposta che da anni il nostro istituto porta avanti - spiega Baudinelli - La collezione dei gessi, solo i nostri sono 250, più quelli della collezione Lazzerini che si trovano alla scuola del marmo, sarà suddvisa in tre parti. Una sarà ospitata nel nostro istituto (si sta pensando alle aule del teatro anatomico adiacenti al cortile); un'altra a palazzo Binelli e infine l'ultima parte al museo di San Francesco». Per quel che riguarda invece la mostra (temporanea) di giugno che inaugurerà la nuova sede della Fondazione Cassa di risparmio di Carrara, Baudinelli precisa. «I gessi di Antonio Canova, o almeno il grosso dei dodici pezzi della collezione dell'Accademia non ci saranno - spiega - La scelta è dettata dal fatto che devono essere restaurati: per alcuni ci vorrà almeno un anno».  «La mostra resta quella dei maestri della scuola carrarese, come peraltro aveva stabilito la commissione - conclude - con opere importanti che, in marmo, si trovano nei più prestigiosi musei del mondo. Basti pensare al gesso delle Ore di Tenerani: la scultura è già stata a Carrara, nell'ambito della mostra sui marmi degli Zar. L'opera in marmo, infatti, si trova all'Ermitage di San Pietroburgo». Alessandra Vivoli ALTRO SERVIZIO A PAG. 25

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa