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«Tariffe, la minoranza con chi sta?»

«Tariffe, la minoranza con chi sta?»

La Destra: le cave vadano all'asta. Carrara prima di tutto: affitti come a Verona

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CARRARA. Il Pd sfida la minoranza in consiglio comunale sulle tariffe del marmo, invitandola «a scegliere da che parte stare». Domani presenterà un ordine del giorno che riprende puntualmente i contenuti del documento di maggioranza in appoggio al sindaco, nel quale lo invita a fare trattative con le singole aziende visto che l'accordo con le associazioni non c'è. Il Pd ritiene opportuno «che nel prossimo consiglio si verifichi se anche le forze di minoranza, intendono sostenere su questo specifico argomento l'azione dell'amministrazione. La segreteria comunale ha dato mandato al capogruppo Carlo Martini di presentare al consiglio un ordine del giorno che riprenda i contenuti del documento di maggioranza».  Due pareri dell'opposizione: Gianni Musetti della Destra annuncia che domani porterà in consiglio un ordine del giorno «per la modifica del regolamento delle cave. Già in alcune nostre interpellanze abbiamo chiesto l'aumento dei canoni concessori. Il tavolo del marmo non ha più senso, perché è diventato il tavolo del rimvio, la concertazione va avanti da troppo tempo. Quando il Comune aumenta le tasse ai cittadini non concerta con loro, ma con per il settore lapideo lo fa. Noi insistiamo sull'aumento dei canoni, e chiediamo che nel regolamento degli agri venga inserito un bando per mettere all'asta le cave, concedendole per una decina di anni. E che venga chiesto un affitto in base a valore di mercato del marmo estratto, che dovrebbe avere un suo prezziario. Non sono d'accordo invece per la trattativa con le singole aziende, che può creare disparità». Per Iginio Dell'Amico capogruppo di «Carrara prima di tutto», c'è un altro tipo di soluzione per disciplinare il gettito dal mondo delle cave: «Ad esempio - sostiene - passare a una forma di affitti che garantisca un introito annuo preciso, cava per cava, come succede a Verona. E per un periodo che non può essere di 29 anni come previsto dalle nostre concessioni». Per quel che riguarda la posizione della maggioranza, a fianco del sindaco, nella «guerra delle tariffe», la sua è un'interpretazione più politica. «Credo che questo irrigidimento sia anche a fini elettorali. E, soprattutto, rivela molta incertezza all'interno della maggioranza: prima hanno provato a risolvere la questione delle cave con la tassa marmi, e sono cominciati i ricorsi. Poi hanno fatto affidamento al carisma del sindaco per ammorbidire gli industriali, ma è stata un'idea ingenua». E sulla questione tecnica, i soldi chiesti con la proposta delle 4 fasce, alle associazioni di categoria, Dell'Amico conclude: «Bisogna partire dalla considerazione che le cave sono dei carraresi. Sono d'accordo di far pagare il giusto, ma bisogna vedere se i 15 milioni chiesti dal Comune, siano il giusto».

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