Il Tirreno

Giocatore degli allievi del San Marco perde i sensi dopo un contrasto di gioco alla “Covetta”

Paura in campo per un sedicenne

Cinzia Carpita
Il campo sportivo della Covetta
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Il campo sportivo della Covetta

Ha battuto la testa, ricoverato. Partita sospesa, la squadra è corsa all'ospedale

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 AVENZA. Grande spavento ieri sul campo della Covetta, quando un giovane giocatore del San Marco è finito a terra privo di sensi dopo un contrasto di gioco. La partita con il Ponte Buggianese 2000 valevole per il campionato allievi di Lucca a cui il San Marco partecipa fuori classifica, è stata sospesa. Le squadre hanno abbandonato il campo d'accordo con l'arbitro, e i ragazzi di Antonella Sacchi sono tutti accorsi assieme ai dirigenti della società all'ospedale dove il sedicenne, che nella formazione avenzina ricopre il ruolo di difensore, è stato ricoverato in osservazione per un trauma cranico. La Tac avrebbe escluso complicazioni.  L'allenatrice Sacchi ieri sera era ancora molto scossa, ma un po' più serena dopo avere appreso le ultime notizie dall'ospedale. «La Tac pare abbia escluso problemi. Il ragazzo nel secondo tempo si è fatto male in un contrasto gioco, ha battuto la base della testa per terra, ha fatto per alzarsi, ha lanciato un forte lamento, e ha cominciato a tremare, come avesse un attacco epilettico, poi per un paio di minuti ha perso i sensi. L'ambulanza è arrivata subito, ma a noi l'attesa seppure breve è sembrata un'eternità. L'arbitro Cecchini ha interrotto la partita - racconta l'allenatrice - dicendo che si prendeva la responsabilità, e neppure le squadre se la sentivano di continuare a giocare. Eravamo tutti terrorizzati. E' stata una brutta esperienza. L'importante è che il ragazzo stia bene, è un ragazzo bravissimo dentro e fuori dal campo, un esempio per tutti. All'ospedale sono riuscita a parlarci un paio di minuti, si era ripreso: ha subito chiesto se avevamo vinto. E quel punto mi sono tranquillizzata».  Poi spiega: «La nostra squadra del '95 gioca fuori classifica nel campionato del' 94. Non so se ci faranno una multa per l'interruzione della partita ma non ci interessa. La priorità è che il ragazzo stia bene. La federazione faccia quello che vuole».  Il vice presidente del San Marco, Fabrizio Bini, era anche lui al campo, a seguire la partita: «Il ragazzo è stato rianimato grazie all'intervento del dottor Pezzica, padre di un altro nostro giocatore. Entrambe le squadre non volevano continuare la partita, e poi noi del San Marco, giocatori e dirigenti, non ci abbiamo pensato neppure un secondo a cosa si doveva fare: siamo andati tutti all'ospedale. Ed è stato un sollievo quando dal pronto soccorso ci sono arrivate notizie confortanti. La partita sul campo di gioco è stata sospesa e non ci interessano le conseguenze, perché noi la nostra partita l'abbiamo continuata all'spedale».  Bini lo ripete più volte e la mente va inevitabilmente, per analogia, all'episodio di una settimana fa sul campo di Montignoso, dove il ventenne fivizzanese Nicola Pasquini ha avuto un arresto cardiaco e ora si trova ricoverato all'ospedale di Massa.  Due dinamiche diverse, ma le stesse ansie, per le famiglie dei giocatori e per l'ambiente sportivo. Il sedicenne carrarese potrebbe essere dimesso oggi, ma la paura è stata tanta: «Suo padre stava guardando la partita, si è sentito male anche lui, momentaneamente. - dice Bini - Ci siamo presi tutti un grandissimo spavento».

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