Sicurezza
«No alla privatizzazione di Gaia»
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Cittadini in coda allo sportello di Gaia I sindacati di categoria protestano contro la procedura avviata e fanno appello ai sindaci: fra due mesi c'è il referendum
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CARRARA. Mentre Gaia fa partire l'avviso pubblico che invita a formulare manifestazioni di interesse, per l'acquisto di una partecipazione del 49% al capitale sociale della società, il fronte contro la privatizzazione dell'acqua vede scendere in campo anche i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil di Lucca, Massa Carrara e Pistoia, proprio in merito alla decisione del gestore del servizio idrico integrato di avviare la procedura di privatizzazione, protestano. Intanto Rifondazione comunista sta preparando un documento da presentare in consiglio comunale, sulla questione. Dicono i sindacati: «Riteniamo innanzi tutto che avviare la privatizzazione a meno di 2 mesi dalla consultazione referendaria, che vedrà i cittadini tutti esprimersi sulla volontà o meno di privatizzare il bene acqua, sia quantomeno una forzatura, sia per i principi di democrazia che di correttezza istituzionale. Oltre al fatto che riteniamo di poter esprimere qualche dubbio anche sul modus operandi in termini, dato che non ci risulta che nessun consiglio comunale abbia mai deliberato cambi di statuto di Gaia né tanto meno abbia dato mandato al suo sindaco di procedere con la privatizzazione di una azienda pubblica in House quale Gaia è. Senza contare che come abbiamo da sempre ribadito la nostra posizione è assolutamente critica rispetto a questa scelta. Per motivi di natura etica, privatizzare l'acqua equivale a mettere nelle mani di privati la vita di tutti noi, visto che siamo fatti per il 90% di acqua». I sindacati sostengono che per motivi di opportunità la gestione del bene acqua pubblica è anche un grande opportunità per gli enti locali sia in termini di gestione della risorsa che di democrazia partecipativa. «Avevamo espresso la richiesta di procedere alla verifica delle condizioni di gara, per verificare il rispetto delle relazioni industriali, delle clausole sociali e della territorialità, tutti elementi di nostra assoluta competenze, che non devono essere sottovalutati. Pertanto chiediamo a Gaia un incontro urgente e chiediamo ai sindaci, cioè alla proprietà e all'Ato (organo di controllo) di vigilare perché tutti i passaggi compresi quelli con le parti sociali siano esperiti nei tempi e nei modi previsti». I sindacati annunciano: «In coso di indisponibilìtà del gestore a farsi carico delle nostre istanze ci riterremo liberi di avviare tutte le iniziative e mobilitazioni del caso».
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