Proteste
Foce del Lavello, stop alla bonifica
David Chiappuella
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Il mare della Partaccia nelle vicinanze del Lavello Revocato l'incarico alla coop vincitrice dell'appalto, ripascimento a rischio
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MASSA. La Provincia, con una determinazione (la n.1160) del 5 aprile firmata dal nuovo dirigente del settore difesa del suolo Stefano Michela ha revocato, "in via di autotutela", l'affidamento che la stessa amministrazione di Palazzo Ducale aveva dato alla cooperativa La Victor per la bonifica dettata dal "Sin" alla foce del Lavello. Si tratta, in sostanza, dello stop all'intervento di "rimozione dei sedimenti contaminati prospicienti il sito di interesse nazionale di Massa-Carrara", intervento necessario prima di poter iniziare i lavori di antierosione della tratto di costa fra Lavello e Frigido. Non solo, la bonifica dello specchio mare davanti al torrente Lavello, finanziata dalla Regione per 218mila euro nel dicembre 2009 e partita solo lo scorso 19 gennaio, è indispensabile anche perchè in quella zona sorgerà il porto turistico, il cui utilizzo è vincolato al rilascio di una "certificazione di avvenuta bonifica" da parte della Provincia. L'amministrazione provinciale ha dovuto revocare l'appalto dei lavori, affidato a La Victor il 15 febbraio scorso con procedura negoziata ed un importo di circa 140mila euro, perché al momento di stipulare il contratto è emerso che l'impresa (La Victor, ricordiamo, opera nel campo delle pulizie e gestisce anche il porticciolo turistico sul Versilia) non possedeva l'iscrizione all'albo nazionale dei gestori ambientali, "indispensabile per l'esecuzione delle opere in oggetto". Le analisi chimiche sul fondale avevano evidenziato in alcuni tratti un inquinamento da metalli pesanti ed idrocarburi clorurati, con concentrazioni in alcuni casi superiori di 400 volte ai limiti fissati dalla legge. Ma non l'iscrizione all'albo dei Gestori ambientali. La Provincia, dunque, ha prima affidato alla coop il compito di ripulire il fondale da quegli inquinanti, poi ci ha ripensato e ha revocato l'affidamento. Tutto da rifare, dunque, e lavori di bonifica fermi. Con il rischio di ulteriori ritardi per le opere di difesa della costa. Cesare Micheloni, consigliere provinciale di Lega Nord accusa: «Sono due anni che la Regione ha stanziato fondi per questo lavoro, ma ad oggi non si è visto ancora nessun intervento e si continua ad operare a caso e per impressioni. L'assessore alla difesa del Suolo Fabrizio Magnani deve dimettersi, non si scherza sulla salute dei cittadini». Micheloni critica la Provincia anche per aver affidato la direzione dei lavori ed il coordinamento della sicurezza a professionisti esterni, spendendo quasi 15 mila euro: «L'ente, prima di affidarsi ad esterni, avrebbe dovuto inoltrare una circolare a tutti i suoi settori per appurare se potessero adempiere al compito». La Provincia aveva giustificato il ricorso alla procedura negoziata con la necessità di terminare la bonifica prima dell'estate, prevedendo 90 giorni di lavoro. Un obiettivo che, secondo la Provincia è ancora raggiungibile; ma Micheloni è pessimista: «Ormai è impossibile salvare la stagione balneare».
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