Il Tirreno

Ex colonie, ora decide la Regione

<b>ASSESSORE.</b> Anna Marson E accanto la colonia Fiat
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ASSESSORE. Anna Marson E accanto la colonia Fiat

L'assessore Marson: stiamo studiando gli atti del Comune

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 MASSA. Adesso tocca alla Regione. Sul piano strutturale ha detto la sua la Provincia e lo ha fatto ufficialmente: la giunta ha approvato all'unanimità una relazione tecnica che dice "no" alle ville ai Ronchi e alle case alle colonie. Sulle colonie si è espresso, con nota del 7 febbraio, anche il Ministero della cultura.  Ha annunciato un censimento di tutti gli edifici (oltre 60) di interesse storico-culturale. E ha ribadito la necessità di tutelarli, per preservarne il valore artistico e a garanzia dell'identità collettiva. Insomma, il concetto è chiaro: per il Ministero quegli edifici sul nostro litorale sono un segno di "massesità".  Ora tocca alla Regione dire la sua. Del resto anche sulla edificabilità delle ville a Ronchi-Poveromo, il sindaco l'ha tirata in ballo: «Firenze ha approvato quel progetto - ha sottolineato durante una conferenza stampa - nel 2006». La "patata bollente" è nelle mani di Anna Marson (Idv), assessore regionale, appunto, all'urbanistica e al territorio. Adesso tutti gli atti sono sulla sua scrivania. Anna Marson, sul caso Massa, preferisce non entrare nel merito, ma ammette: «Stiamo approfondendo tutti gli atti del Comune».  E la relazione tecnica stesa dagli uffici provinciali? «Abbiamo ricevuto anche quella» conferma l'assessore regionale. Poi Anna Marson spiega che si insedierà la conferenza paritetica: la legge la prevede ogni qualvolta uno degli enti coinvolti ne faccia richiesta. Lo ha fatto Palazzo ducale, quindi non c'è alternativa. «Viene convocata per legge (la numero 1 del 2005 ndr) - spiega l'assessore - a meno che non si trovi un accordo precedente». Ma su aspetti più specifici, sul numero di case previste dal piano strutturale, sulla rilevanza delle colonie o sulla possibilità che compaiano nuove ville a Ronchi, l'assessore non rilascia dichiarazioni. Nè vuole rilasciarne il sindaco Roberto Pucci. Anche se la sua posizione l'ha ribadita a chiare lettere venerdì sera, durante l'incontro con cittadini e commercianti di Marina. Parlando di turismo e valorizzazione del litorale, Pucci ha centrato in pieno l'argomento colonie:«Il modo migliore per utilizzarle è trasformarle in alberghi. Il nostro piano strutturale - ha ribadito - prevede che si costruiscano residenze fino ad un massimo del 25% del volume complessivo. Non un metro quadrato in più e - ha assicurato - nessuna colata di cemento». Ha portato poi ad esempio il caso pisano: là ben il 50% delle colonie è stato destinato a residenziale. Certo, il piano strutturale parla chiaro: innanzitutto il residenziale è subordinato alla «funzione alberghiera». Insomma, recuperi una colonia, costruisci un albergo e, solo in quel caso, puoi fare anche case. Solo se il regolamento urbanistico lo prevederà per quella zona. E per un volume massimo del 25%. Vero, però, che il raffronto con Pisa (Calambrone nello specifico) non è indicatissimo: da queste parti le colonie non sorgono certo in uno dei più bei tratti del litorale, ma con potenzialità ben diverse da Calambrone.

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