Il Tirreno

Accesso agli atti, sì ai consiglieri

L’avvocato Castro, a destra Vinchesi e Musetti
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L’avvocato Castro, a destra Vinchesi e Musetti

Tar accoglie, ma in parte, il ricorso di Vinchesi e Musetti contro Apuafarma

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 CARRARA. Il Tar a cui si erano rivolti i consiglieri comunali Gianni Musetti (La Destra) e Andrea Vinchesi (Udc) contestanto ad Apuafarma una richiesta di documenti non non sarebbe stata esaudita, ha accolto «in parte» il loro ricorso, riconoscendo il diritto «in qualità di consiglieri comunali, ad accedere ai documenti richiesti in quanto inerenti ad una società a partecipazione pubblica».  Il Tar Toscana ritiene però che non può trovare accoglimento la richiesta dei consiglieri, inerente "lo stato di manutenzione degli scuolabus" e le "modalità di acquisto dei farmaci ed i relativi costi dei singoli prodotti", «in quanto la stessa è volta ad ottenere una informazione (mediante elaborazione di relazioni informative) piuttosto che precisi documenti detenuti o emessi dalla società partecipata». Inoltre sostiene che «Non risulta provato, né determinato in concreto, il danno che le parti ricorrenti assumono di avere subito. La domanda risarcitoria va quindi respinta». Rispetto al fatto che i due consiglieri non abbiamo notificato il ricorso al Comune, secondo il Tar non erano tenuti a farlo.  In particolare i ricorrenti hanno chiesto ad Apuafarma documenti inerenti: le procedure di affidamento degli incarichi esterni a consulenti e professionisti, i nominativi designati e le relative somme liquidate (anni dal 2005 al 2010), lo stato di manutenzione degli scuolabus ed il collaudo, le procedure di conferimento degli incarichi e delle cariche interne, le assunzioni ed i bandi di assunzione, modalità di acquisto dei farmaci e i costi dei singoli prodotti.  Musetti e Vinchesi commentano: «La sentenza obbliga la società a darci tutta la documentazione su assunzioni e concorsi pubblici», e ritengono che i consiglieri di Apuafarma dovrebbero «presentare le proprie dimissioni al sindaco». Per le richieste su farmaci e mezzi in dotazione all'azienda, riformuleranno l'istanza.  Apuafarma, tramite la direzione generale e la presidenza del cda, con un comunicato, afferma: «Pur ribadendo in assoluto il diritto di accesso agli atti, dei consiglieri comunali, il Tribunale ha ritenuto che le richieste dei consiglieri in ordine ad una serie di dati non fossero corrette». Afferma anche che «la maggior parte delle richieste avanzate erano oltretutto assolutamente superflue», perché riguarderebbero «dati ed atti già presenti sul sito web della società e dunque a disposizione di tutti». Ma secondo l'avvocato Sandro Castro che segue la vicenda con Vinchesi, non sarebbe così.  Apuafarma dichiara di essersi «attenuta al parere formulato dall'Avvocatura del Comune, in virtù del quale la richiesta dei consiglieri doveva essere rigettata in quanto generica e onnicomprensiva». L'avvocato Castro ritiene che il danno per ritardo nel dare ai due consiglieri la documentazione richiesta ci sia; e che Apuafarma debba quindi fornire i documenti.

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