Il Tirreno

Stop alla maxiantenna

Proteste in passato in via Bulderini e, sopra un’antenna per cellulari (foto d’archivio)
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Proteste in passato in via Bulderini e, sopra un’antenna per cellulari (foto d’archivio)

Atto di forza del sindaco: «Rischio idraulico»

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MARINA DI CARRARA. Con un atto di forza senza precedenti, almeno nel nostro comune, il sindaco ha deciso di stoppare la maxi-antenna per telefonini che avrebbe dovuto sorgere nella zona di via Bulderini, fra la Covetta e Marina, nei pressi del cavalcavia dell'autostrada. Sarebbe stata un colosso di 35 metri. Copme si ricorderà, più volte gli abitanti della zona, che si erano riuniti in comitato, avevano organizzato manifestazioni di protesta, ma col passare dei mesi e degli anni, le società Vodafone Omnitel e Telecom Italia erano riuscite ad ottenere tutti i via libera. Adesso, quindi questo atto d'imperio, il sindaco ha preso come spunto il rischio idrogeologico della zona e ha firmato un'ordinanza di revoca, nella forma di autotutela amministrativa. Il problema è che contro l'ordinanza di revoca dell'autorizzazione ad installare la maxi-antenna, è sempre possibile fare ricorso al Tar o al Capo dello Stato. Bisogna quindi capire come si comporteranno i colossi della telefonia mobile, che fino ad oggi, in ogni sede, hanno comunque portato avanti le loro tesi fino al Tar. Proprio sulla base dell'ordinanza del Tar dello scorso dicembre, con cui i giudici amministrativi accoglievano la richiesta di sospensiva di Telecom contro una delle tante ordinanze emesse negli anni dal sindaco, nelle scorse settimane la Telecom stessa aveva anticipato l'intenznione di ridare il via ai lavori per l'installazione del grande palo che dovrà fungere da ripetitore per i cellulari.  Come accennato, lo spunto nuovo da cui prende le mosse questa forte iniziativa del primo cittadino è legata alla deliberazione del dicembre 2009, con cui l'area di via Bulderini è stata inserita in zona Pie (Pericolosità Idraulica Elevata). A questa circostanza - si sottolinea nell'ordinanza - si aggiunge la relazione del 25 agosto del 2010 del geologo Giuseppe Bruschi e dell'ingegner Nicola Festa nella quale si legge: «L'area in questione dal punto di vista idraulico è caratterizzata dalla presenza del Fosso della Macchia e da altri canali minori tutti tributari della Fossa Maestra. Il reticolo idrografico è caratterizzato da insufficienti dimensionamenti dei fossi e dalla presenza di numerose tombature che giustificano l'attuale livello di rischio esistente. Tale reticolo ha mostrato segni di sofferenza idraulica non solo nel tempo ma anche durante i recenti nubifragi».  Insomma, nonostante il via libera del Tar, il sindaco come atto di tutela, ma anche come forte segnale politico - l'ha firmata lui stesso e non un dirigente di settore - ha stoppato i lavori, che sarebbero consistiti, in dettaglio, in scavi di sbancamento e scavo per la fondazione del palo, riempimento zona scavo, realizzazione muretti e recinzioni in cemento armato, realizzazione pozzetti per allacci Enel e Telecom, realizzazione basamenti ed altro per posizionare un palo di circa 35 metri e mezzo. Un'antennona che sarebbe svettata, visibile, per 35,50 metri.  «E la prima volta - conferma il sindaco Angelo Zubbani - che revoco un atto per la sicurezza dal punto di vista idraulico, mi aspetto un nuovo contenzioso, ma ho ritenuto giusto agire con tempestività».  Già in passato gli abitanti di via Bulderini avevano ringraziato il sindaco per essersi mosso con decisione per frenare l'antenna. Vedremo se questa nuova ordinanza sarà sufficiente per uno stop definitivo o se ci saranno nuovi capitoli. M.B.

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