Finanza
Intanto la Regione si impegna a garantire un sussidio post-mobilità per i trecento licenziati
Pignone assumerà gli ex Eaton?
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Il tavolo di ieri pomeriggio in municipio G&E disposta a discutere. Cauti i sindacati: vogliamo verificare
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MASSA. Niente di nuovo sul fronte della re-industrializzazione di Eaton. Ma per gli ex lavoratori della multinazionale Usa si apre la prospettiva Nuovo Pignone. È quanto emerso dal "tavolo" che si è tenuto ieri in municipio tra il sindaco Roberto Pucci, l'assessore regionale Gianfranco Simoncini, quello provinciale Paolo Baldini e i reppresentanti sindacali dei lavoratori. Il colosso G&E (che controlla Pignone), è notizia di pochi giorni fa, sta investendo 13 milioni sul territorio e prevede di assumere 2-300 persone per fare fronte alle maxi commesse per la fornitura di apparecchiature per l'estrazione di gas in Australia. E l'azienda si è detta disponibile a valutare la possibilità di riassorbire - in questa prospettiva di incremento occupazionale - almeno una parte delle maestranze ex Eaton. «Un'apertura che intendiamo verificare, in primis valutando quali professionalità chiede Nuovo Pignone e quale tipo di contratti essa propone», dicono i delegati di Cgil, Cisl e Uil. Da una multinazionale all'altra, dunque, per i 300 lavoratori ex Eaton? È ancora presto per dirlo. «Il nostro obiettivo principale è la re-industrializzazione del "nostro" stabilimento, ma è chiaro che guardiamo con attenzione alle possibilità occupazionali che potrebbero aprirsi con gli investimenti di Nuovo Pignone», dicono i lavoratori. Ma c'è stato anche dell'altro al centro dell'incontro di ieri pomeriggio. La questione del "sostegno al reddito" in particolare. La Regione Toscana - lo ha riaffermato l'assessore Simoncini - è disponibile a sostenere economicamente i i dipendenti ex Eaton giunti al termine del loro periodo di mobilità (e per molti di loro la scadenza è a fine 2011) con un sussidio più o meno pari all'indennità finora percepita. Il «modello» a cui guardano i sindacati è quello del comparto tessile di Prato, per il quale il governo ha stanziato risorse per questo tipo di ammortizzatore sociale "supplementare". Infine, la questione della vendita dell'area. I contatti con Eaton, ha riferito il sindaco Roberto Pucci, vanno avanti. «Non accetteremo però - hanno messo in chiaro i sindacati - alcuna trattativa che preveda (come aveva avanzato Eaton) una rinuncia alle cause di lavoro in corso. I ricorsi al giudice e la cessione dell'area sono procedure che devono essere svincolate l'una dall'altra».
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