Il Tirreno

Frantoio rubato recuperato sull'autostrada del Brennero

Il pm Federico Manotti
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Il pm Federico Manotti

Il furto da 160mila euro avvenne in un cantiere edile, il mezzo adesso è sotto sequestro

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 PONTREMOLI: Un'operazione congiunta della divisione Anticrimine della Questura di Massa Carrara e della Polizia stradale di Bressanone (Bolzano) ha permesso di recuperare un frantoio mobile, che era stato rubato a Guastalla. Il frantoio, del valore di circa 160 mila euro, con etichette fasulle e bolal di trasporto contraffatta, stava prendendo la strada del Brennero per finire, probabilmente in Austria o in qualche paese dell'Est europeo. Il frantoio, di proprietà della ditta D.T.F. Service di Villa Cella - una ditta che noleggia gru e mezzi d'opera - era stato rubato il 2 dicembre scorso in un cantiere nella zona industriale di Guastalla e, dopo essere sparito, è stato rintracciato giovedì sera, alle 20.30, sull'autostrada del Brennero, in località Chiusa, da una pattuglia della polizia stradale di Bressanone. Il frantoio «viaggiava» su un «pianale» intestato ad Antonio Catena, di Rocca di Papa (Roma) ma di fatto appartenente alla ditta Siriacar srl di Padula (Salerno) e trainato da un camion Iveco, intestato alla ditta Vi.To Trasporti, con sede legale a Isola Capo Rizzuto (Crotone) ma con deposito a Gualtieri.  E alla guida del camion c'era Egidio Carlomagno, 33 anni, residente a Tortora (Caserta) che è stato denunciato per il reato di ricettazione essendo stato colto in flagranza con il frantoio rubato a Guastalla.  Subito avvisato del ritrovamento, il titolare della D.T.F. Service, Giambattista Di Tinco, residente a Villa Cella, ha riconosciuto il suo frantoio anche se gli erano state appiccicate alcune targhette contraffatte. Quindi, in seguito al decreto di sequestro emesso dal pm Federico Manotti, oltre alla denuncia per ricettazione del conducente, il camion, il pianale e il frantoio sono stati posti sotto sequestro e affidati in custodia allo stesso Di Tinco. L'inchiesta, ovviamente dovrà chiarire chi siano gli autori e i mandanti del furto e in quale modo siano coinvolte le ditte di Gualtieri (proprietaria del camion) e di Salerno (proprietaria del pianale). Inoltre le bolle di consegna erano intestate alla ditta «Fornace Sabatini» di Ravenna ma al posto di «Ravenna» era scritto «Vipiteno».

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