Il Tirreno

«Sindaco oltre le righe la politica non c'entra» Dura replica di Angeli

«Sindaco oltre le righe la politica non c'entra» Dura replica di Angeli

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 MASSA. Gli uffici della Provincia stendono una relazione sul piano strutturale massese e dicono "no", a chiare lettere, alle ville ai Ronchi e alle case alle colonie. Ma per il sindaco Roberto Pucci c'è qualcosa che va oltre l'aspetto tecnico. Il primo cittadino parla di battaglia politica: un tentativo di lasciare la città nell'immobilismo. Non risparmia critiche a nessuno. E a lui adesso risponde per le rime il presidente della Provincia Osvaldo Angeli, proprio poco dopo il voto della giunta. All'unanimità ha deciso di adire alla commissione paritetica e nell'attesa di un pronunciamento il piano massese è bloccato. «Ci sembra che sulla questione - chiarisce il presidente della Provincia - si sia andati oltre le righe, forse per la volontà di voler trasformare in fatto politico un atto tecnico della Provincia che culmina nella decisione, in quanto atto dovuto rispetto alla valutazione dei tecnici - precisa - di andare ad un confronto in commissione paritetica».  Poi replica all'attacco di Pucci che ha parlato di operazione teleguidata: «Come amministrazione non siamo e non ci sentiamo eteroguidati per finalità politiche: una affermazione irrituale e non rispettosa dei ruoli dell'amministrazione ed ancor di più irrispettosa - aggiunge Angeli - per quello che palesemente sottende, del ruolo dei tecnici. Noi svolgiamo il compito istituzionale che ci compete - ribadisce con forza - e che abbiamo sempre svolto nello stesso modo nei confronti di tutti i comuni della provincia. Per questo deliberare di accedere, sulla base di una relazione tecnica informativa, di cui la giunta ha preso atto, alla commissione paritetica, che dovrà concludere il suo percorso, come previsto dalla legge regionale, entro 90 giorni dalla richiesta, non significa bocciare uno strumento urbanistico, cosa che non è nello spirito nostro né della legge regionale, ma è solamente porre in atto uno strumento che la legge regionale prevede». Angeli, quindi, rafforza concetti già espressi: nessuna bocciatura, ma rilievi tecnici. «Mentre la precedente normativa dava alla Provincia la possibilità di esprimere un parere di conformità rispetto al piano territoriale di coordinamento, la nuova legge - spiega - va nel senso e nello spirito di una governance condivisa che non vede più rapporti gerarchici ma si ispira alla ricerca di una condivisione concertativa rispetto a scelte importanti come la pianificazione. E la commissione paritetica è la sede e lo strumento per ricercare quella condivisione e coerenza rispetto ai rispettivi strumenti di pianificazione». Il piano provinciale (il Ptc) non è, quindi, gerarchicamente superiore a quello comunale. «Pertanto - prosegue Angeli - - dopo la fase delle osservazioni, accettate, parzialmente accettate o respinte e, rispetto a queste ultime, di fronte ad ulteriori osservazioni tecnico metodologiche dei nostri tecnici, e quindi non politiche, questo è lo strumento che la legge ci mette a disposizione per cercare la condivisione concertativa.  La decisione presa in giunta non ha e non può avere una caratterizzazione di bocciatura politica ma deve essere letta nel senso e nello spirito di ricercare una condivisione e una coerenza della programmazione dei vari strumenti di pianificazione». Per saperne di più, anche sugli aspetti tecnici, abbiamo cercato di contattare, ma secoza risultato, anche la Regione e l'assessorato alla pianificazione in particolare. Adesso si tratta di capire quali saranno le prossime mosse, da parte di tutti gli enti coinvolti.

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