Il Tirreno

Piano strutturale, stop della Provincia

Chiara Sillicani
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I PROGETTI. L’ex colonia Motta a Marina e sotto una veduta della città

Palazzo Ducale: troppo cemento. E chiede una commissione per trovare l'accordo

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 MASSA. È ufficiale: il piano strutturale è sospeso. E lo rimarrà fin quando non si sarà pronunciata la commissione paritetica: il Comune dovrà sedersi intorno ad un tavolo con Provincia e Regione e cercare la mediazione. Ieri la giunta provinciale ha approvato all'unanimità la relazione tecnica che boccia le ville ai Ronchi e le case nelle ex colonie. E ha chiesto che si pronunci la commissione. Nel frattempo, tutto fermo.  Del resto per legge (regionale) gli enti possono richiedere la commissione quando ravvisano l'incompatibilità tra i piani (comunali, provinciali e regionali). E quell'incompatibilità per Palazzo ducale c'è.  Adesso a disegnare il percorso è la legge: verranno scelti i membri (tre per ciascun ente) dopodichè la commissione si metterà al lavoro. Ha 90 giorni di tempo per delineare la sua posizione. Di fronte al pronunciamento, il Comune ha due possibilità: o modifica lo strumento urbanistico oppure prosegue sulla propria strada. Può farlo, assumendosi, però, tutta la responsabilità del caso.  Ma di che cosa si discuterà in particolare, in sede di commissione? Beh, di tutti gli aspetti sollevati dalla Provincia con una relazione tecnica. Primo fra tutti il cemento: troppo secondo Palazzo ducale. Troppo in relazione alle risorse del territorio e allo sviluppo demografico della città.   Quanto si puùò costruire? La Provincia contesta l'analisi preliminare in base a cui il numero complessivo di case è stato definito. Parla di 6mila alloggi "messi in cantiere" per il periodo 2006-2021 in relazione ad uno studio, ormai datato, che avrebbe previsto un boom demografico fino a quota 110mila abitanti. Non solo - e questa è forse la contestazione più forte - dalla 6mila case complessive non sarebbe stato scorporato, sostiene Palazzo ducale, il numero di quelle per cui è già stata rilasciata concessione edilizia («570 nel triennio 2006-2008).   Ronchi: agricolo o residenziale. Edificazione eccessiva, dunque. Almeno secondo la Provincia. E parte delle case verrebbero realizzate a Ronchi. Sulla questione Pucci è stato chiaro: la Regione aveva già dato il via libera nel 2006. Ma secondo la Provincia ci sarebbe stato un cambiamento in corso d'opera. E in particolare nel periodo intercorso tra l'adozione e l'approvazione (la fase finale, dopo le osservazioni di enti e privati). Non solo, secondo Palazzo ducale, prima l'area di Ronchi-Poveromo «con esclusione della zona di costa, è stata riconosciuta come area agricola in coerenza con il piano provinciale», poi nelle controdeduzioni alle osservazioni il Comune avrebbe «motivato la scelta del dimensionamento residenziale, per promuovere ed incentivare azioni di aggregazione e densificazione degli insediamenti».   Il futuro delle colonie. Un capitolo a parte sono le colonie. Il piano strutturale,definito da Palazzo civico, ne contempla la «rivalutazione e valorizzazione... quali contenitori a servizio dell'accoglienza, attraverso interventi di ristrutturazione e riqualificazione». Prevede, però, anche «la parziale riconversione a residenze, senza escludere diverse ed innovative destinazioni d'uso perché compatibili con il contesto paesaggistico». Insomma, case alle colonie, solo se si fa un albergo. Ma secondo la Provincia le motivazioni per quella scelta non sono chiare. Considerato anche che le colonie sono una delle varianti anticipatrici. Le varianti - per spiegare - permettono la deroga alle norme di salvaguardia che bloccano, invece, ogni concessione.   Capitolo variante. E anche questo aspetto finisce nella relazione tecnica della Provincia: troppe varianti. E il riferimento è, appunto, a colonie, Riva dei Ronchi, Piuss, Porto turistico e piani integrati. Progetti che possono procedere anche in attesa che entri in vigore il piano regolatore. Per Palazzo ducale «i temi oggetto delle varianti sono rilevanti ed interessano ambiti strategici... dovrebbero essere vagliati in base ad una visione strategica generale. La Provincia chiarisce che «le varianti anticipatrici non hanno subito alcuna valutazione puntuale».  Tutti aspetti che finiranno al tavolo della commissione paritetica. Il primo passo ora è la scelta dei membri (tre per ciascun ente) che la costiuiranno. E nell'attesa del pronunciamento - la legge parla chiaro - l'efficacia del pinao strutturale è sospesa.

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