Il Tirreno

L’architetto Giorgi: meglio una pianificazione da correggere che niente. E perché non è stato fatto prima?

«Che errore bloccare lo strumento urbanistico»

«Che errore bloccare lo strumento urbanistico»

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 MASSA. «Un danno, un grave danno bloccare il Piano strutturale. Perchè una città, ogni città, ha bisogno di uno strumento urbanistico che ne regoli lo sviluppo. Altrimenti è il caos». Alessandro Giorgi, architetto, urbanista e scultore (è tra i professionisti più noti in città) non teme di esporsi su questa questione della "guerra" sul Piano strutturale.  Da tecnico ritiene che le conseguenze "pratiche" del contenzioso Comune-Provincia siano limitate - «le competenze che la legge attribuisce al Comune consentono all'amministrazione civica di andare avanti comnque» - ma quel che sottolinea è proprio la "necessità" del Piano.  «Che un Piano strrutirale non piaccia a tutti - argomenta Giorgi - è pacifico, ogni pianificazione ha una sua filosofia ed, evidentemente, l'opposizione non la condivide. Ma io dico: visto che l'attuale opposizione ha governato per decenni, avrebbe avuto tutto il tempo di realizzare uno strumento urbanistico secondo i propri criteri, la propria filosofia. Non lo ha fatto e ora attacca le scelte fatte da un'altra maggioranza». Scelte legittime, ma con conseguenze pesanti, secondo l'architetto: «Massa è al collasso dal punto di vista urbanistico, non può attendere ancora il Piano, ha la necessità di dotarsi uno strumento che, nel bene o nel male ne regoli nlo sviluppo. E qualsiasi strumento urbanistico è meglio di nessun strumento urbanistico, Perchè un piano regolatore può essere modificato, corretto, migliorato. Se non c'è, non si può pianificare». Massa, ripete Giorgi, «è uno degli ultmi capoluoghi senza Piano strutturale, la pianificazione urbanistica è il più grande fattore di sviluppo economico. Senza di esso, mancano regole, si impoverisce il territorio, si lascia spazio a favoritismi».  Dunque, sostiene ancora, quelle di questi giorni sono «polemiche pretestuose, che danneggiano la collettività». Come professionista, prosegue, «non penso che questo Piano strutturale sia il migliore possibile, anzi, non condivido appieno la sua filosofia: non disegna una nuova città, non ha un grande respiro. Ma è stato fatto in un territorio che ha subito violenze continue e credo debba andare avanti. Perchè senza Piano niente Regolamento urbanistico e, qiundi, niente autorizzazioni a costruire, edilizia bloccata, crisi economica».  Infine, una stoccata alla giunta precedente: «In passato sono stati spesi centinaia di milioni per fare strumenti urbanistici, vedi incarico all'architetto Forno, che volutamente non sono mai stati portati avanti, lasciando campo a interventi settoriali e scelte "caso per caso". E ora che un Piano c'è, ecco le contestazioni...». C.F.

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