La manifestazione
A processo per una grave lite avvenuta in uno stabile, per motivi di affitto
Aggressione, accusato di istigazione
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CARRARA. Si è aperto in tribunale, davanti al giudice Cosimo Maria Ferri, il processo a carico di Driss Errifi accusato di istigazione e difeso dall'avvocato Frediani. I fatti avvenuti nel centro storico cittadino, risalgono al marzo dello scorso anno: secondo il racconto della compagna, a seguito di una discussione per motivi di affitto l'uomo che vive con lei fu colpito alla testa attorno alle 2 di notte, con una brocca, sulla porta di casa e finì in fondo alle scale primo di sensi, con un grave trauma cranico. A colpirlo sarebbe stato il fratello di Driss Errifi (per il quale c'è un altro procedimento). L'episodio, secondo il racconto della donna, aveva avuto un precedente momento di tensione verso le 23, tanto che erano stati chiamati i carabinieri che avevano riportato la calma. Ma più tardi si era verificato l'episodio più grave. Da chiarire la posizione di Errifi che secondo l'accusa avrebbe istigato il fratello, mentre la difesa sostiene che non c'è stata istigazione. Il compagno della donna, che era finito in coma all'ospedale, ha raccontato ieri in aula la vicenda, prima che perdesse conoscenza, fino al momento in cui è stato colpito con la brocca. «A me Driss non ha fatto nulla», ha dichiarato. Sono stati sentiti i carabinieri intervenuti dopo le 2: hanno trovato il ferito riverso a terra e la compagna in lacrime. Nello stabile non hanno trovato né l'uomo accusato dell'aggressione né la brocca usata come corpo contundente. Sono andati al pronto soccorso, dove hanno appreso che il ferito era in prognosi riservata per la frattura della scatola cranica. E' poi stato sentito un teste della difesa, che ha raccontato di abitare nelle vicinanze delle persone coinvolte nell'episodio, e di avere sentito delle urla. Di essere uscito di casa e di avere poi visto il ferito a terra. Ma poi è andato via. Il giudice rispetto alle dichiarazioni del teste, ha chiesto ai carabinieri di effettuare alcune verifiche. ASSEGNI. Una donna è stata condannata a 6 mesi (pena sospesa) e a non emettere assegni per 4 anni. Alla donna, a seguito di problemi bancari, era stato imposto il divieto di emettere assegni per 2 anni, ma avrebbe disatteso il divieto. I fatti risalgono al 2005.
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