Il Tirreno

La vicenda riguarda la Bianco Gioia per lavori in una zona marmifera alcuni anni fa

Abusi edilizi contestati dal Comune nel piazzale di una cava

Il tribunale di Carrara
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Il tribunale di Carrara

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 CARRARA. La società Bianco Gioia (attualmente interessata da una procedura di fallimento), è stata al centro di un processo ieri per un abuso edilizio che il Comune avrebbe riscontrato, risalente a diversi anni fa. E' stato ascoltato come teste, il dirigente dell'Urbanistica del Comune, Claudio Bacicalupi, che ha ripersorso la storia: nel 2004 la società ha rilevato l'area marmifera che era gestita a fine anni Novanta da altri soggetti, che erano stati autorizzati dal Comune a scaricare detriti in un piazzale. Lo scarico sarebbe andaro oltre i limiti consentiti. Poi la Bianco Gioia (che in questo procedimento è difesa dall'avvocato Antonio Peselli), subentrando avrebbe fatto altre opere, secondo quanto ha riferito Bacicalupi, di innalzamento, con dei cumuli. Per cui il Comune nel 2006, rilevando abusi, aveva ordinato il ripristino dei luoghi: che è stato compiuto con l'eliminazione dei cumuli.  Il problema sarebbe sorto, rispetto alla richiesta di rimuovere i detriti scaricati in passato oltre i limiti consentiti dal Comune. La questione della messa in sicurezza è ancora aperta in quanto è atteso un parere della Provincia. Nel frattempo la società è fallita ed è intervenuta la curatela. Per la situazione del piazzale oggetto delle contestazioni del Comune, l'avvocato Peselli ha detto che è stato fatto ricorso straordinario al Capo dello Stato (in alternativa al Tar).

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