Il Tirreno

Vinca, la procura indaga sulla Comunione

Una cava sul Sagro
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Una cava sul Sagro

Al setaccio la gestione dei beni sociali dopo le denunce sulla vendita dei detriti

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 FIVIZZANO. La procura ha aperto un'inchiesta sulle vicende connesse alla gestione degli agri marmiferi gestiti dalla Comunione dei beni sociali di Vinca. Dagli uffici giudiziari emerge che alla base delle indagini vi siano le denunce presentate da alcuni dei "comunisti" (ovvero soci della Comunione), e a quanto sembra anche la relazione del Consulente tecnico d'ufficio del tribunale di Carrara.  Difficile ipotizzare quali potrebbero essere gli sviluppi, se cioé si arriverà a delle contestazioni formali con avvisi di garanzia o la cosa si fermerà con un'archiviazione.  Certamente, un nuovo capitolo nella guerra per l'annosa questione relativa alla gestione della Comunione dei Beni sociali di Vinca, a cui fanno capo alcune cave del versante fivizzanese del Monte Sagro.  La perizia tecnica della dottoressa Maria Assunta Montefinale, consulente del tribunale, ha preso in esame il periodo dal 2002 al 2010; il contenzioso nasce da una causa intentata da un gruppo di cittadini facenti parte della Comunione, i quali contestano la gestione degli amministratori attuali, in carica dal 1991; a loro avviso, da almeno dieci anni non viene convocata una assemblea per rendicontare sull'andamento economico.  La perizia tecnica doveva quindi fare chiarezza su entrate e uscite, e sulla distribuzione degli utili, della Comunione dei beni sociali, di cui fa parte anche la Cava Crespina 3ª, da anni al centro di una diatriba infinita fra il gestore Riccardo Ferrari - imprenditore del marmo e produttore di vini - la Comunione, e il Comune di Fivizzano.  Non stupisce tanto interesse attorno ai beni sociali di Vinca, perché il patrimonio è davvero considerevole: agri marmiferi e terreni dislocati su circa 1.050 ettari sul versante del Sagro e non solo.  Come avevamo scritto nelle scorse settimane, la relazione della consulente tecnica d'ufficio ha messo in luce alcuni aspetti: da un lato, quelli di carattere civilistico, relativi ai presunti inadempimenti degli amministratori; secondo la consulente del giudice, non avrebbero convocato l'assemblea di approvazione del rendiconto per tutte le annualità prese in esame (dal 2002 al 2009); inoltre, non avrebbero convocato l'assemblea dei soci per il rinnovo del consiglio direttivo, e sarebbe errata la contabilizzazione degli importi relativi al contratto in essere con una ditta di Lucca per la vendita dei detriti.  A questo si aggiunge una possibile contestazione relativa a fatture e dichiarazioni Iva, argomento già al centro di una denuncia presentata alle Fiamme Gialle, alla Procura di Massa, alla procura Generale presso la Corte di Appello di Genova e al comando generale regionale della Guardia di Finanza, il 29 dicembre scorso, da altri 19 «comunisti» di Vinca: i quali, basandosi proprio sulla relazione del Ctu chiedono di indagare sulla presunta vendita irregolare di detriti di marmo avvenuta dal 2002 al 2008.  Nella denuncia lamentano un danno patrimoniale e di immagine.  Tornando alla relazione della dottoressa Montefinale, anche gli assetti proprietari della Comunione dei beni sociali di Vinca non sarebbero corretti. La circostanza determina quindi, a suo avviso, una non corretta attribuzione degli utili in questi anni.  La procura avrebbe quindi deciso di vederci chiaro, spinta dalle denunce e anche da ulteriore documentazione; non è escluso che sul tavolo della procura ci sia anche la relazione tecnica della dottoressa Montefinale. M.B.

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