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I PROPRIETARI DISTURBATI DAI CONTROLLI NOTTURNI
L'odissea di un giovane condannato ai domiciliari: cambia cinque affittacamere poi va in comunità
Mario Martignoni
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CARRARA. Un giovane tossicodipendente, processato e condannato per spaccio di sostanze stupefacenti (la pena la sta scontando agli agli arresti domiciliari), nell'arco di un paio di settimane ha dovuto cambiare ben cinque alloggi perchè i proprietari, dopo il secondo o terzo giorno che l'ospitavano, lo hanno invitato ad uscire e a non farsi più vedere. Il primo a buttarlo fuori dalla sua abitazione è stato il padre; il figlio ha dovuto cercare una pensione ma pochi giorni dopo è stato sfrattato. E così hanno fatto anche gli altri. Non tanto, per la verità, per la condanna, ma perchè quando in piena notte le pattuglie delle forze dell'ordine, bussando alla porta dove era alloggiato per controllare se era all'interno (pensione o casa che fosse), svegliavano tutti. Un compito obbligatorio. Morale: il giovane, dopo aver cambiato cinque affittacamere, attualmente è ospite di una comunità.
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