Attenzione
«Divisi da quattro milioni di euro»
Alessandra Vivoli
Tonelli: ecco perchè la proposta degli industriali così è inaccettabile
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CARRARA. Due fasce di classificazione invece di quattro. E due milioni e mezzo di gettito in meno nelle casse comunali (facendo i conteggi completi, anche quelli delle tariffe delle scaglie). Se si considerano i marmi e basta, la forbice è ancora più sproporzionata: quasi quattro milioni di differenza (vedi tabella). Dalle scaglie, la cui classificazione resterebbe quella dell'accordo 2008, ci si aspetta quasi 9 milioni, per gli industriali. E oltre 7 milioni per il Comune. In sostanza circa 18 milioni e mezzo contro i 21 previsti dall'amministrazione Zubbani. In sostanza i conti non tornano nella proposta unitaria delle associazioni di categoria del marmo (firmata da Assindustria, sì, ma anche Legacoop, Cna, Confartigianato e Api). A parlarne, e a scoprire le carte e le posizioni, in una commissione marmo convocata proprio per fare il punto della situazione sulle tariffe del lapideo, è stato il direttore generale del Comune, Marco Tonelli. Tonelli: ecco cosa propongono gli industriali. Il direttore generale ha cominciato il suo intervento con una precisazione. «Per le associazioni di categoria del marmo quella delle 4 fasce da parte dell'amministrazione è una proposta non condivisibile». E Tonelli ha poi spiegato, nel dettaglio, cosa vorrebbero industriali & co. «L'idea è quella di due grosse fasce - dichiara - una per i marmi bianchi (dove viene stimata una produzione di 690mila tonnellate), e un'altra per i marmi colorati (statuario, calacata e cremo) per la quale si parla di 220mila tonnellate escavate. C'è poi un'altra fascia, ma solo temporanea, che riguarda le cave in difficoltà, da cui si estraggono marmi rotti o di qualità più scadente». In sostanza 2 milioni in meno per il Comune: perchè, non solo i marmi colorati pagherebbero, stando alla proposta delle associazioni, 16 euro a tonnellata, anzichè 37 e 50 come previsto dall'amministrazione, «secondo il valore di mercato dei materiali» precisa Tonelli. Ma anche per i bianchi ci sarebbe un grosso «sconto»: la fascia prevista dalle associaizoni, infatti, li comprende tutti e pagherebbe 8,70 euro. Meno di quanto previsto dal Comune per i bianchi ordinari (9,50) e decisamente meno dei bianchi pregiati (13,50). Nessun impegno per ritirare i ricorsi. Non solo una distanza «totale» sulle tariffe. «Le associazioni del marmo hanno anche ribadito che per quel che riguarda i ricorsi - spiega Tonelli - non possono impegnarsi perchè si tratta di singole aziende. E una rinuncia tout court quindi, sarebbe problematica perchè, hanno detto, alcuni potrebbero essere basati su impostazioni sbagliate». E infine per quel che riguarda l'accordo siglato nel 2008: «Hanno chiesto che la scadenza del 2015 possa essere allungata. Ma non hanno indicato un termine». Marchetti (Pdci): un appello agli imprenditori. Il presidente della commissione marmo ha chiuso la seduta annunciando un confronto con i sindacati del lapideo, per fare il punto sul numero (reale) dei lavoratori al monte e in filiera. Ma, soprattutto, ha fatto un appello agli imprenditori in vista del prossimo tavolo del marmo convocato per martedì prossimo alle 17 e 30. «A quel tavolo - ha ricordato Marchetti - ci sono proposte serie e importanti per il futuro della città. Agli imprenditori chiedo di uscire dalla logica corporativistica: chi è disposto a darsi da fare per aiutare Carrara lo faccia. Che non ci sia solo un silenzio assordante dall'intento settore». Giorgeri (Pse): siamo a livello di Far West. Ha cominciato il suo intervento commentando la «brutta figura fatta dalla città a Report», Pietro Giorgeri. Poi un attacco frontale: «Gli industriali sono indegni di abitare in questa città - dice - dovrebbero fare una seria riflessione sul Far West che c'è nel mondo del marmo». E infine: «A mio parere anche le concessioni di cava, essendo di evidenza pubblica rientrano nella direttiva Bolkestein. Noi balneari (Giorgeri gestisce lo stabilimento Lunezia ndc) siamo gli unici ad essere becchi e bastonati: e noi la spiaggia non la portiamo certo via, come avviene per le nostre montagne, al massimo la cicaliamo».
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