Sicurezza
LA SENTENZA
Condannato a sette anni e mezzo per il colpo alla Carige
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MASSA. Pietro Noci ieri mattina si è presentato davati al collegio Failla, Aracri e Ferri alle 9 del mattino. Il suo avvocato di fiducia era Alessandra Tosto. Il rapinatore ha risposto alle domande del suo legale e ha retto anche il controinterrogatorio del pubblico ministero Alessandra Conforti. Ha tentato di scagionarsi con le proprie forze: «Non l'ho commessa io la rapina di Aulla - ha detto -. Guardate che quella donna che si vedee del filmato non sono io travestito. Il 13 ottobre del 2008 avevo da fare in Lombardia, dovevo sbrigare un lavoro urgente e posso portare decine e decine di testimoni. Ho già scontato 15 anni per rapina e adesso me ne vogliono affibbiare degli altri ma io non c'entro. Non so come dirvelo, io in Lunigiana a ottobre del 2008 non c'ero. Se mi condannate commettete un errore». Il pm però lo ha messo alle strette riferendo in aula le montagne di prove raccolte dai carabinieri di Pontremoli. La camera di consiglio non è stata neppure troppo lunga: in meno di un'ora i tre giudici si sono parlati e hanno convenuto che la pena per quella rapina era di sette anni e sei mesi, più una multa di duemila euro. Noci una volta letta la sentenza è rientrato nella sala riservata ai detenuti senza mostrare segni di nervosismo, ha accettato quanto deciso dal collegio e si è fatto accompagnare dagli agenti penitenziari dell'area del tribunale più protetta. Poi è salito sul furgone ed è partito alla volta di Genova, probabilmente stava già meditando di darsela a gambe.
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