Attenzione
Condoni. Ai cittadini allinizio verrà chiesto di fornire documenti integrativi sulle opere da sanare. Ruspe pronte allazione
Abusi edilizi, in arrivo 5000 lettere dal Comune
Gabriele Dini
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Una visuale del centro di Massa: in arrivo migliaia di lettere per sanare gli abusi edilizi Chi non risponde alle richieste rischia multe salatissime. Il vice-sindaco: «Le pratiche vanno chiuse»
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MASSA. Oltre 5000 inviti a mettersi in regola, pena sanzioni o l'intervento delle ruspe, saranno inviati ad altrettante famiglie che hanno ancora condoni in sospeso. A mandare le lettere sarà il Comune che ha intenzione di chiudere una volta per sempre tutte le pratiche sui condoni. I numeri fanno impressione. Nell'ufficio condoni del Comune le pratiche giacenti sono attualmente 5075. La maggior parte, esattamente 2130, riguardano ancora il provvedimento varato dal Governo Craxi nel 1985. Altre 1835 pratiche riguardano la legge del 1994. E poi ci sono le 1100 che ancora resistono dal 2004. Negli anni l'ufficio Condono del Comune ha messo mano a circa 15mila pratiche. Ma evidentemente questo lungo lavoro non è bastato a svuotare gli archivi. Ora però si è deciso di dare un bel taglio a quelle scartoffie. «Questa situazione si trascina da anni - spiega il vice-sindaco Martina Nardi - ma adesso abbiamo deciso di chiudere in via definitiva i provvedimenti». Ai cittadini saranno inviate lettere in cui si dà un termine di 90 giorni per sanare le situazioni. Dopo quella data scatteranno le sanzioni e, per abusi più grandi, interverranno anche le ruspe. L'anno scorso il Comune, come spiega la Nardi, ha già iniziato in via sperimentale l'invio, selezionando 100 casi pescati tra coloro che hanno chiesto il condono nel 1985 e inviando una missiva con cui si chiedeva di integrare la documentazione riguardante l'abuso. «Il 70% delle persone - spiega la Nardi - ha risposto inviando i documenti richiesti. Per il restante 30% abbiamo deciso di concedere un'ulteriore proroga visto che si trattava di un esperimento. Ma d'ora in avanti non tollereremo più ritardi». dal giorno del ricevimento delle lettere - all'inizio ne saranno inviate circa 30 al mese - i cittadini avranno 90 giorni di tempo per fornire i documenti richiesti. Se quei dati non arriveranno il comune provvederà automaticamente al rifiuto della sanatoria e scatteranno le sanzioni oppure la richiesta di rièpristino delle condizioni iniziali (naturalmente a spese di chi ha commesso la violazione). Per estinguere il reato il Comune chiederà anche, a coloro che hanno usufruito dei condoni 1985 e 1994, di pagare gli oneri dovuti. Per il provvedimento del 2004 invece la legge prevedeva già il versamento del doppio della cifra dovuta: quindi non ci saranno ulteriori aggravi in caso di rispetto delle regole. «Chi fornirà le informazioni richieste - spiega l'architetto Isabella Guerra dell'ufficio Condoni - vedrà chiusa la propria pratica in un tempo attorno ai 30 giorni». Più complesse le pratiche per coloro che hanno commesso abusi in aree soggetto a vincoli idrogeologico o paesaggistico, visto che per concludere il tutto dovranno intervenire tutti gli enti interessati. Le lettere saranno inviate a 30 alla volta per evitare accumului di nuove pratiche da smaltire. Ma stavolta, assicurano dal Comune, le questioni sospese dovranno essere chiuse una volta per tutte. E le casse del Comune vedranno fluire qualche soldino.
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