Il Tirreno

«Vinceremo. Da soli» I balneari a Roma sfidano la Bolkestein

dall'inviato
Alcuni momenti della manifestazione dei balneari di ieri a Roma
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Alcuni momenti della manifestazione dei balneari di ieri a Roma

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 ROMA. «Dobbiamo restare uniti. Noi non lottiamo contro i sindacati, ma contro le aste». L'appello di Carlo Monti, presidente dei balneari viareggini di Confcommercio, ha il tono saggio del padre. Ma sembra destinato ad essere inascoltato. Più volte si è discusso della divisione tra i vertici sindacali e la "pancia" della categoria, che ha sempre rimproverato ai suoi capi di non aver iniziato in tempo utile la battaglia contro le aste, o gare a evidenza pubblica che dir si voglia, delle concessioni demaniali. Ma pare proprio che il doppio palco di piazza Navona - allestito pochi minuti dopo una contestazione aperta al presidente nazionale del Sib Confcommercio Riccardo Borgo - sia il punto di non ritorno. E che ormai il Comitato No alle aste abbia deciso di prendere in mano la lotta.  Emiliano Favilla, presidente del Comitato, rivendica la scelta. «Abbiamo "costruito" un palco alternativo a quello dei sindacati perché là ci è stato impedito di parlare». E proprio dal fronte-bis della protesta è arrivato uno degli attacchi più duri alle associazioni di categoria. Marco Pardi, balneare carrarino che fa parte del Consorzio riviera apuana, ha sparato a palle incatenate: «I sindacati ci stanno vendendo». Una frase che ha causato più di un imbarazzo.  «Possiamo farcela». È questa spaccatura l'unica punta di amaro in una giornata che gli imprenditori considerano un successo. Di partecipazione e di contenuti. «Siamo convinti - afferma Graziano Giannessi di Confcommercio - che la via d'uscita ci sia. E che non sia un escamotage tecnico, ma un'opportunità concreta». Cioè, i balneari pensano che il carattere delle loro imprese, che si occupano di sicurezza e tutela ambientale, le faccia rientrare nel carattere "di interesse pubblico" richiesto dalla Bolkestein per eventuali deroghe.  Giannessi, inoltre, ha incontrato collaboratori del ministro Tremonti, il vero "spauracchio" dei bagni (più della Bolkestein): «Mi ha detto che presto ci saranno norme a favore di piccole e medie imprese. E noi potremo rientrarci».  «I Comuni vi sono vicini». A Roma sono arrivati anche i rappresentanti delle amministrazioni e istituzioni versiliesi. Il sindaco di Forte Umberto Buratti, il vicesindaco di Pietrasanta Luca Mori, l'assessore del Comune di Viareggio Vittorio Fantoni e il presidente del consiglio comunale di Camaiore Pierfrancesco Pardini hanno dato la loro solidarietà agli imprenditori, assicurando che adotteranno una posizione comune contro le aste.  Anche dai parlamentari di zona sono arrivati incoraggiamenti. Bagno di folla per la senatrice Manuela Granaiola (Pd), ormai considerata una sorta di talismano contro le frasi fatte e le mezze promesse sentite negli ultimi mesi.  «Ci stanno togliendo tutto». Alla fine resta, comunque, la consapevolezza che la battaglia è durissima. «Sembra che non ci siano interlocutori tra chi deve veramente decidere il nostro destino - constatano Donatella e Pietro Catamagnani del bagno La Spiaggia a Lido - in ogni caso dobbiamo far rispettare quello che per noi è un contratto vincolante. Nella nostra concessione, infatti, c'è scritto 6 anni più 6 anni. E l'idea che venga abolito il rinnovo automatico proprio non ci va giù». Lo stesso pensa il giovane Alessandro, 28enne balneare dello stabilimento Argo: «Noi abbiamo dato un segnale forte, venendo in così tanti a Roma, ma da qui a dire che siamo ottimisti ce ne corre. Speriamo che qualcuno ci ascolti». Matteo Tuccini ALTRO SERV. A PAG. 12

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