Finanza
Tariffe, la maggioranza vuol concludere
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Una veduta di cave Ma Buselli (Psi) e Vinchesi (Udc): se serve, si prolunghi la trattativa
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CARRARA. La maggioranza politica sarà tutta di fronte al sindaco Zubbani domani alle 18, per preparare la risposta agli imprenditori del marmo, che lunedì saranno nuovamente al tavolo con l'amministrazione: o scaturirà l'accordo sull'impianto tariffario delle cave, o sarà spaccatura definitiva. A meno di ulteriori rinvii nonostante le «distanze abissali» di cui ha parlato Zubbani a proposito della proposta del Comune e della controproposta degli industriali soprattutto sulle tariffe del marmo più pregiato. La giunta sarà compatta con il sindaco, anche se tra i capigruppo c'è chi un altro po' di tempo, se necessario, agli industriali lo darebbe. Lo dicono chiaramente Leonardo Buselli dei socialisti e Andrea Vinchesi dell'Udc. Carlo Martini (Pd): sì alle 4 fasce. «Riteniamo che ci sia stato un criterio chiaro e serio nel chiedere la nuova tariffazione su 4 fasce, e a chi ha il marmo migliore di pagare di più. Non dobbiamo ancorare il bilancio alle tariffe del marmo: anche se il bilancio comunale fosse florido, ciò non vuol dire che non dobbiamo avere dal contributo ambientale e dall'onere concessorio un'adeguata contribuzione per far fronte alle esigenze di sviluppo del settore (vedi la via dei marmi e la promozione con la Fiera). Il confronto va bene, per una responsabilità sociale sulle attività economiche: c'è il problema delle polveri, occorre porre attenzione all'ambiente, alla preservazione e valorizzazione della materia prima per dare occupaizone nella filiera dall'estrazione alla trasformazione». Detto questo, Martini dichiara che «è il momento di chiudere questa partita, dando sostegno al sindaco. quelli di lunedì deve essere l'ultimo tavolo su questa trattativa». Massimo Menconi (Prc): il marmo è della collettività. «Avevamo perplessità sulla concertazione ma abbiamo sperato in un accordo. Sosteniamo la posizione del Comune, a fronte dei "niet" degli industriali o del ricatto dei ricorsi. La risorsa marmo è della collettività, e deve dare un ritorno alla città. Le proposte del Comune sono sostenibilissime. Gli industriali non parlino di crisi: sul grezzo l'esportazione è altissima. calano i lavorati, non si trasforma più in loco, ma i blocchi vanno. Figuriamoci poi se finisse la crisi. Noi diciamo al sindaco "vai avanti"». Nicola Marchetti (Pdci): c'è lo strumetno dell'arbitrato. «Non sono sorpreso dell'aria che tira. Penso che a questi punti il Comune andrà avanti con il regolamento, e con gli arbitrati. Ma spero sempre che prevalga la ragione e gli industriali firmino le nuove fasce tariffarie». Enrico Isoppi (Pri): ci sono le esigenze della città. «Gli industriali hanno perso un'occasione per rendersi disponibili alle esigenze della città. Hanno alimentato l'opione diffusa che siamo più un "far west" che una città normale. Auspichiamo che per tutelare gli interessi dei cittadini non sia necessario arrivare a rotture insanabili». Fabio Traversi (Carrara Vive): città e imprenditori distanti. «Al di là degli accordi e delle leggi, gli imprenditori devono dare segnali, la città ha bisogno anche di loro per crescere. In passato è avvenuto, quindi va bene la via della concertazione anziché quella della contrappposizione che non giova a nessuno. Gli industriali facciano uno sforzo, è legittimo che sappiano dove vanno i soldi del gettito, ma la città li sente lontani. Eppure vivono qua e lavorano qua». Leonardo Buselli (socialisti): no a tempi supplementari forzati. «La linea dell'amministrazione va perseguita. Il Comune ha ben ponderato la propria proposta, e se c'è bisogno di dare altro tempo per una conclusione positiva, diamolo. Ma non vorremmo giocare tempi supplementari con forzature da parte degli industriali. Non siamo mica a un'asta? Se qualcuno vuol prendere per il naso il Comune, sbaglia». Andrea Vinchesi (Udc): no agli scontri. «Bisogna fare le cose giuste. Gli industriali devono pagare ciò che gli viene richiesto, e il Comune deve cercare di far reinvestire nel nostro territorio i loro utili. Con lo scontro non si va da nessuna parte. Se c'è bisogno di un altro mese di trattative, bisogna utilizzarlo». C.C.
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