Il dolore
Pignone: assumeremo 400 persone
Gabriele Dini
Il colosso G&E investe 13 milioni di euro nello stabilimento massese e al porto
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MASSA. Un investimento da 13 milioni per lo sviluppo del Polo del Nuovo Pignone. E la possibilità di vedere assunte tra le 200 e le 300 persone. Previsti anche lavori per la realizzazione di infrastrutture per l'azienda. E' questo il contenuto dell'intesa che è stata firmata ieri in Regione. A firmare l'accordo sono stati la Regione Toscana, i comuni di Massa e Carrara, la Provincia di Massa Carrara e, naturalmente la Nuovo Pignone spa (rappresentata dal presidente della sede di Firenze Massimo Messeri). Lo scopo principale dell'intesa è quello di sostenere e rilanciare l'attività manifatturiera in quest'area, particolarmente colpita dalla crisi. La firma del protocollo d'intesa costituisce la base di avvio di un progetto di sviluppo industriale presentato da Nuovo Pignone spa, azienda che fa parte del gruppo General Electric Oil&Gas.
Il progetto, in particolare, prevede l'avvio di attività di montaggio e "impacchettamento" di manufatti di grandi dimensioni (pezzi da 30 metri con peso da 3500 tonnellate destinati all'estrazione di gas e petrolio) prodotti da Nuovo Pignone a Firenze e poi trasportati all'interno di una nuova area che si estende nell'attuale centro intermodale collocato nell'area retro portuale di Marina di Carrara (zona poco distante da quella attualmente occupata dall'azienda). La Nuovo Pignone intende acquisire la disponibilità di questa nuova area che si trova nell'attuale centro intermodale nella zona retro portuale di Marina di Carrara.
Per poter rendere attivo il progetto - che porterà secondo gli ideatori alla creazione di un vero e proprio "polo della meccanica industriale" - il Nuovo Pignone chiede il potenziamento delle infrastrutture, in particolare l'allargamento delle strade nella zona industriale (per il collegamento dello stabilimento del Nuovo Pignone con il nuovo centro nell'area intermodale), il rafforzamento del ponte sul fiume Carrione, l'adeguamento della strada comunale da via Zaccagna fino all'innesto di via delle Pinete. Per l'area intermodale viene richiesta anche una nuova linea elettrica e condotte per il gas metano.
Fondamentale per far partire il tutto, la bonifica delle aree del Sin per la quale sono stati stanziati oltre due milioni dalla Regione. Comuni e provincia si sono impeganti ad accelerare le procedure burocratiche per rendere realizzabile il progetto che già prevede alcune forniture per un progetto in Australia. La parte che più interessa i cittadini è quella riguardante il lavoro. «Sulla base delle commesse esistenti ad oggi - ha detto il presidente della Regione Enrico Rossi - si prevede un incremento occupazionale di circa 2-300 unità che potrebbero aumentare fino a 400 con l'arrivo di ulteriori commesse». A questo proposito, la Regione si impegna a sostenere al massimo la nascita di tutte le attività collegate al progetto principale di sviluppo.
Si impegna inoltre ad attivare, tramite la Provincia di Massa Carrara, strumenti di politica attiva del lavoro per favorire il reinserimento dei lavoratori vittime di crisi aziendali nell'area apuana e a sostenere la creazione di imprese si subfornitura a livello locale. Nuovo Pignone si impegna a fare il possibile per promuovere il ricorso a manodopera locale presso i propri fornitori. In pratica il protocollo prevede che si dia la precedenza a lavoratori che arrivano dal territorio apuano e da aziende in crisi dell'area, come la Eaton. Tutti questi strumenti verranno definiti nell'ambito del riconoscimento della situazione di crisi e saranno parte integrante di uno specifico Piano integrato di sviluppo (strumento previsto dal Piano regionale di sviluppo) dell'area grandi poli industriali.
Il progetto, in particolare, prevede l'avvio di attività di montaggio e "impacchettamento" di manufatti di grandi dimensioni (pezzi da 30 metri con peso da 3500 tonnellate destinati all'estrazione di gas e petrolio) prodotti da Nuovo Pignone a Firenze e poi trasportati all'interno di una nuova area che si estende nell'attuale centro intermodale collocato nell'area retro portuale di Marina di Carrara (zona poco distante da quella attualmente occupata dall'azienda). La Nuovo Pignone intende acquisire la disponibilità di questa nuova area che si trova nell'attuale centro intermodale nella zona retro portuale di Marina di Carrara.
Per poter rendere attivo il progetto - che porterà secondo gli ideatori alla creazione di un vero e proprio "polo della meccanica industriale" - il Nuovo Pignone chiede il potenziamento delle infrastrutture, in particolare l'allargamento delle strade nella zona industriale (per il collegamento dello stabilimento del Nuovo Pignone con il nuovo centro nell'area intermodale), il rafforzamento del ponte sul fiume Carrione, l'adeguamento della strada comunale da via Zaccagna fino all'innesto di via delle Pinete. Per l'area intermodale viene richiesta anche una nuova linea elettrica e condotte per il gas metano.
Fondamentale per far partire il tutto, la bonifica delle aree del Sin per la quale sono stati stanziati oltre due milioni dalla Regione. Comuni e provincia si sono impeganti ad accelerare le procedure burocratiche per rendere realizzabile il progetto che già prevede alcune forniture per un progetto in Australia. La parte che più interessa i cittadini è quella riguardante il lavoro. «Sulla base delle commesse esistenti ad oggi - ha detto il presidente della Regione Enrico Rossi - si prevede un incremento occupazionale di circa 2-300 unità che potrebbero aumentare fino a 400 con l'arrivo di ulteriori commesse». A questo proposito, la Regione si impegna a sostenere al massimo la nascita di tutte le attività collegate al progetto principale di sviluppo.
Si impegna inoltre ad attivare, tramite la Provincia di Massa Carrara, strumenti di politica attiva del lavoro per favorire il reinserimento dei lavoratori vittime di crisi aziendali nell'area apuana e a sostenere la creazione di imprese si subfornitura a livello locale. Nuovo Pignone si impegna a fare il possibile per promuovere il ricorso a manodopera locale presso i propri fornitori. In pratica il protocollo prevede che si dia la precedenza a lavoratori che arrivano dal territorio apuano e da aziende in crisi dell'area, come la Eaton. Tutti questi strumenti verranno definiti nell'ambito del riconoscimento della situazione di crisi e saranno parte integrante di uno specifico Piano integrato di sviluppo (strumento previsto dal Piano regionale di sviluppo) dell'area grandi poli industriali.
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