Il dolore
I nostri soldi. Ma ci sono anche i casi virtuosi: Ato acque e Eams senza compensi per gli amministratori
Guadagni al top per il presidente Atn
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Un cantiere della via dei MarmiSocietà partecipate: al secondo posto il Cermec, in terza posizione l'Amia
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CARRARA. I tagli ai compensi ci sono stati, rispetto ad alcuni anni fa, ma i consigli di amministrazione continuano a pesare, eccome. Lo stipendio maggiore è quello del presidente dell'Atn, Sirio Boni: 36.000 (tutte le cifre si intendono lorde), in discesa rispetto ai 41mila circa quand'era al Cat, mentre i segnali migliori arrivano da Ato acque e Eams: in entrambe le società nessun compenso per gli amministratori. Nella tabella a parte, riportiamo i compensi dei consigli di amministrazione. Le cifre, lorde, sono aggiornate al novembre del 2010. Potrebbe esserci qualche scostamento, ma finché i consigli di amministrazione non andranno a scadenza - il più vicino è Apuafarma - le cifre sono valide. L'Atn, bisogna ammetterlo, è ulteriormente dimagrito rispetto a un paio d'anni fa, quando al Cat c'erano il presidente Maurizio Varese, un vice, e un consigliere. Ora ai vertici sono rimasti due, presidente e amministratore delegato. Non mancano esempi virtuosi, quindi, come l'agenzia energetica provinciale (Eams), in cui il Comune di Carrara ha il 10,76%, ma ci sono anche altri casi, vedi la Progetto Carrara, che appaiono a dir poco discutibili. Il caso Progetto Carrara. La Progetto Carrara è nata come società mista pubblico-privato per realizzare la strada dei marmi. Poi, viste le esigenze di veicolare attraverso questo strumento i mutui per l'importantissima arteria del traffico pesante, i privati sono usciti quasi del tutto e adesso la società è al 99,94% del Comune di Carrara, con un capitale sociale di circa 74 milioni di euro. Quindi, le quote non del Comune sono dello 0,06%, praticamente niente. Domanda: allora perché l'amministratore delegato deve essere di nomina della Camera di Commercio, e così un consigliere? Al di là del costo (la figura dell'amministratore delegato fra l'altro è riapparsa nell'ultimo rinnovo del cda dopo alcuni anni di vacatio), non dovrebbe essere difficile per il Comune autoconvocarsi una assemblea, cambiare le regole (tanto ha la stragrande maggioranza, praticamente assoluta) e riportarsi tutto in casa. E magari sfrondare un po' l'ambaradan. Ha senso che l'amministratore delegato, in questo caso Cesare Tazzini della Tc & t, sia esterno all'ente che detiene il 99,94% delle quote? Tornando alla classifica dei compensi, al secondo posto c'è il presidente del Cermec, Ugo Bosetti, mentre al terzo posto appare Gianenrico Spediacci di Amia, società che anche quest'anno presenterà un bilancio in attivo e che obiettivamente sta svolgendo un buon lavoro sul territorio. E se non ci fosse stata l'operazione in perdita di Gaia, chissà cosa avrebbe fatto potendo contare anche sulla gestione dell'acqua. A seguire, proprio il presidente di Gaia, e ancora sotto il presidente dell'Erp: per Luca Panfietti poco più di 28mila euro l'anno, il 20% in meno del suo precedessore. Stabili i compensi di Apuafarma, del caso Ato acque abbiamo detto: un bel segnale quello deciso nel maggio dell'anno scorso, di non riscuotere più compensi da parte del consiglio di amministrazione (prorogato, come noto, fino al 31 dicembre di quest'anno). Ad oggi, riesce invece a dribblare i vari inviti a ridurre a tre o massimo cinque i componenti del consiglio di amministrazione, il Consorzio zona: 14 i componenti, un record. Da tempo si parla poi, in città di una revisione delle partecipate: con una fusione fra Amia e Progetto Carrara, e un'altra fra Apuafarma e Istituzione casa di riposo. Come anche si parla di cedere la partecipazione in Area (36,07%). Visti i conti del Comune, tutto quello che porta un risparmio - senza mente incidere sull'operatività delle società - è bene accetto. M.B.
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