Il Tirreno

Caccia di frodo, tornano i micidiali lacci dei bracconieri

Esemplare di capriolo
◗
Esemplare di capriolo

Nei boschi attorno a Casola un cinghiale è stato liberato in tempo dal servizio veterinario dell'Asl

2 MINUTI DI LETTURA





 CASOLA. Nuovi episodi di caccia di frodo: dopo un periodo in cui sembravano fossero spariti dal territorio casolino i cosiddetti "lacci" installati nei boschi per catturare animali selvatici, purtroppo domenica scorsa un cinghiale è rimasto imprigionato nella micidiale trappola posizionata in una zona adiacente al campo sportivo, poco distante il centro abitato del capoluogo. In passato sono stati diversi gli episodi che hanno visto dei poveri animali rimanere impigliati in micidiali trappole da cui difficilmente ne escono vivi.  Su quanto avvenuto domenica, sono stati alcuni cittadini, sentendo i lamenti dell'animale, ad avvertire i carabinieri che, a loro volta, hanno allertato il servizio veterinario dell'Asl.  Gli operatori del servizio, Andrea Pantera e Andrea Angelotti, sono quindi giunti sul posto e, dopo aver sedato l'animale selvatico, l'hanno così potuto liberare dalla morsa mortale e poco dopo il cinghiale è stato liberato nei boschi circostanti.  Sempre nella stessa giornata, attorno alle 17, è andata invece peggio a un giovane esemplare di capriolo maschio che è morto a seguito delle gravi ferite riportate dopo essere stato investito da un auto pirata. Anche in questo caso sono intervenuti gli operatori del servizio veterinario dell'Asl che però non hanno potuto fare nulla per salvare la vita al capriolo.  L'animale è stato ritrovato agonizzante in località Padula dove probabilmente, mentre era intento ad attraversare la strada, è stato urtato violentemente da un'auto o da un furgoncino in transito il cui conducente non si è fermato per dare l'allarme e soccorrere l'animale.  È stato l'ex sindaco Piergiorgio Belloni a richiedere l'intervento del servizio veterinario e a rammaricarsi poi della morte del povero animale le cui condizioni erano talmente disperate che i veterinari non hanno potuto salvargli la vita. «Vorrei ringraziare e elogiare - ha sottolineato Belloni - gli operatori del servizio veterinario dell'Asl apuana sempre veloci e bravi nell'intervenire nel prestare soccorso verso questi poveri animali vittime purtroppo dell'inciviltà di alcuni umani». M.L.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa