Il Tirreno

Lutto a Fosdinovo. La moglie Cristina ha chiesto su Facebook di indossare abiti casual come piaceva a «Fedè»

Addio a Federico con spade e musica

A destra due immagini dei funerali celebrati a Fosdinovo in basso Federico Severino
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A destra due immagini dei funerali celebrati a Fosdinovo in basso Federico Severino

Oltre mille persone ai funerali del giovane elettricista caduto da un palo

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 FOSDINOVO. Oltre mille persone ad accogliere la bara con gli amici della compagnia medievale che hanno sfoderato e alzato le spade al passaggio del feretro portato a spalla, il tutto accompagnato dalle note di "New York, New York" che un'amica ha regalato come ultimo saluto.  Il funerale di Federico Severino è stato celebrato nella Chiesa dei Bianchi dove, appena 6 mesi fa si era sposato con Cristina.  Attimi di silenzio intenso, lacrime, incredulità estrema: ecco, oltre al dolore, il sentimento che ieri prevaleva in quella folla che si è stretta attorno alla famiglia di Federico (padre, mamma e moglie seduti accanto davanti alla bara, distrutti da un dolore immenso) era l'incredulità per una morte assurda, un incontro col destino impossibile da sfuggire.  Federico era un ragazzo che sapeva farsi voler bene: erano davvero tanti, tantissimi quelli che ieri pomeriggio hanno voluto dimostrare il proprio affetto a Federico e hanno accolto anche l'invito che, tramite un'amica, la moglie aveva lanciato su Facebook il giorno prima, di vestirsi in maniera informale, non di «nero eleganti, ma con jeans, felpe o magliette in perfetto stile Fedè».  In chiesa la bara era come abbracciata dai componenti delle due confraternite dei Bianchi e dei Rossi, segno indelebile della vicinanza della cittadinanza al lutto della famiglia. Poi la messa funebrr, officiata dal parroco, don Millo Sabadini che, in sintonia con lo spirito che ha contraddistinto questa triste vicenda, ha voluto lanciare messaggi di fiducia e serenità. Rivolgendosi alla folla composta e silenziosa: «Voi dovete ricordare che Federico vi guarda, è vicino. Dovete ricordare come me e quello che vi ha insegnato».  Ne ha tessuto le lodi come uomo, come marito, come figlio e come amico. Il silenzio è diventato pianto, il pianto è diventato disperazione. Solo nell'ottobre scorso in quella stessa chiesa prevaleva la felicità: si sposava con l'amata Cristina, era l'inizio di una nuova vita insieme, fatta di progetti, di sogni, di voglia di cogliere la pienezza della maturità. Erano solo 6 mesi fa, un lampo e un'eternità insieme.  A salutare il feretro all'uscita dalla chiesa, gli amici hanno suonato e cantato "Hallelujah, una canzone scritta da Leonard Cohen. Chissà quanti pensieri saranno tornati alla mente ai familiari e ai tanti amici che hanno seguito come impietriti tutta la cerimonia, accompagnando poi Federico nel cimitero fosdinovese.  Si può morire in questo modo? Questa era la domanda che molti si facevano. Non c'era rabbia nei visi di chi era a Fosdinovo, solo dolore, incredulità e uno sguardo lanciato verso la famiglia come a significare che non sono soli. F.R.

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