Il dolore
«Vogliamo un semaforo a quell'incrocio»
◗
Le mamme abbrciano i loro bambini dopo lincidente La rabbia di mamme e papà: via Chiesina è troppo pericolosa
3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. «Abbiamo chiesto più volte che all'incrocio tra via Calatella e via Chiesina venga installato un semaforo. Stamattina (ieri, ndr) è successo quello che temevamo potesse succedere: un incidente. Questa strada è pericolosa perché non si ha una buona visuale e siccome qui viaggiano bus e auto con dei bambini a bordo vorremmo che i nostri amministratori avessero più attenzioni per i nostri figli». Sono due mamme a farsi portavoce dei genitori degli studenti della scuola elementare del Casone. E lo fanno nell'immediatezza dell'incidente che ha visto finire al pronto soccorso sei bambini e una donna. «Non è successo nulla di grave - dicono -, ma possiamo ritenerci fortunati. Quasi ogni mattina qui si rischia un incidente. Chi esce da via Chiesina entra in via Calatella quasi senza guardare, anche perché è difficile guardare. Molte volte chi va verso via Silcia (dove ci sono le elementari) è costretto a brusche frenate per evitare lo scontro». Le altre donne che si sono avvicinate alle due portavoce della protesta fanno di sì con la testa e dicono quasi in coro: «Volete scommetere che adesso lo mettono il semaforo?». Ma la polemica sul semaforo che non c'è, ma che secondo quasi tutti dovrebbe esserci, è soltanto uno spicchio dei lunghi minuti passati con un nodo in gola al Casone. Bastava del resto guardare i volti delle mamme che accorrevano per vedere come stavano i loro figlioletti: «Dov'è la mia bimba - ha chiesto tutta concitata una signora sulla quarantina che per la fretta era uscita di casa senza nemmeno darsi una pettinata -. Fatemi vedere la mia piccola». La tensione è sparita quando la bimba si è avvicinata alla mamma e le ha sorriso tendendo le braccia verso di lei. Stava bene. L'abbraccio ha commosso tutti quelli che hanno assistito alla scena. Ma è stata soltanto una delle emozioni che si sono vissute ieri mattina in quel dedalo di stradine popolate da piccoletti con gli zaini sulle spalle. All'arrivo delle ambulanze la tensione è lievitata. I volontari però sono stati bravissimi a trattare i bambini. Una donna ha preso per mano una bimba di otto anni e l'ha accompagnata con tanto amore verso i medici. Aveva soltanto un taglietto, ma era spaventata e tremava come una foglia: «Vieni con me, non ti faranno male. Stai tranquilla adesso arrivano mamma e papà», le ha sussurrato. La piccina si è voltata e le ha sorriso, poi si è asciugata la lacrima che le rigava il visetto e si è fatta medicare. Il dottore non aveva ancora finito che la sua vera mamma se la stava già coccolando, felice dopo lo spavento che si era presa quando l'avevano chiamata a casa dalla segreteria della scuola. Anche i papà si sono dimostrati fragili in quei frangenti. Al pronto soccorso super lavoro fino a mezzogiorno inoltrato. I bambini e la signora che guidava la 307 sw sono stati prima visitati e poi medicati. Nulla di grave, anche se a un bimbo sono stati fatti degli accertamenti per escludere la frattura di un arto (sembra un braccio, ma al pronto soccorso non hanno voluto confermare). La radiografia ha comunque escluso la frattura e il bimbo è tornato da mamma e papà con una fasciatura e una storia in più da raccontare ai suoi amichetti. Con il lieto fine, e in fondo è proprio questo che conta.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
